Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
11 giugno 2026 - Aggiornato alle 12:24
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Camera

Meloni contro Ben Gvir: «Sanzioni dopo gli attacchi agli italiani»

Duro affondo della presidente del Consiglio alla Camera. Confermato il sostegno a Kiev e il via libera al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca

11 Giugno 2026, 09:54

10:00

Meloni contro Ben Gvir: «Sanzioni dopo gli attacchi agli italiani»

Ferma condanna dell'estremismo dei coloni israeliani, sostegno all'Ucraina e richiesta di un ruolo più incisivo dell'Europa nei negoziati per la pace. È la linea ribadita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni alla Camera dei deputati in vista del prossimo Consiglio europeo.

Sul conflitto in Medio Oriente, la premier ha annunciato il sostegno dell'Italia a misure restrittive contro i responsabili delle violenze nei territori palestinesi occupati. «L'Italia intende sostenere misure contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l'odio e l'estremismo», ha dichiarato, citando esplicitamente il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir. «Abbiamo chiesto di sanzionarlo dopo l'inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani», ha affermato Meloni, definendo inoltre «inaccettabili per l'Italia e poco dignitose per Israele» alcune recenti dichiarazioni dello stesso ministro.

La presidente del Consiglio ha poi ribadito la posizione italiana sul conflitto russo-ucraino, confermando il pieno sostegno a Kiev. «La nostra linea non cambia», ha sottolineato. Secondo Meloni, continuare ad aiutare l'Ucraina e mantenere alta la pressione su Mosca rappresenta l'unico modo per aprire una stagione negoziale. In quest'ottica il governo sostiene il ventesimo pacchetto di sanzioni predisposto dall'Unione europea contro la Russia.

Guardando alle prospettive future, la premier ha riaffermato il sostegno al percorso europeo dell'Ucraina, considerato un elemento strategico per la sicurezza del continente. L'adesione all'Unione, ha precisato, dovrà però procedere nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento rispetto agli altri Paesi candidati, accompagnata dal proseguimento delle riforme e dal rafforzamento dello Stato di diritto.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell'Europa nei possibili negoziati di pace. Meloni ha evidenziato la necessità di individuare una figura autorevole, investita del mandato di tutti gli Stati membri, capace di rappresentare unitariamente il punto di vista europeo. «Procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce frammentazione, confusione e debolezza», ha osservato, rilevando come attualmente nessun formato negoziale disponga della legittimità necessaria per parlare a nome dell'intera Europa.

La premier ha quindi insistito sulla necessità di costruire solide garanzie di sicurezza per Kiev e una nuova architettura di sicurezza continentale, fondata sul coordinamento tra Europa e Stati Uniti ma senza rinunciare all'autonomia decisionale europea. «Coordinamento non significa delega», ha affermato. «In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa e impattano sull'Europa. Ed è l'Europa a doverle negoziare».

Nel passaggio dedicato al Libano, Meloni ha ribadito il sostegno alla missione Unifil, alla quale partecipa anche un importante contingente italiano. «Ogni attacco contro Unifil, il suo personale, le sue basi e le sue missioni è inaccettabile», ha dichiarato. «Chi colpisce e minaccia Unifil colpisce la comunità internazionale».

Sulla difesa «siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l'Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio».