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la polemica

Il "dissing" di Stato: quando il montaggio di un video diventa il ring tra Conte e Meloni

Il leader M5S posta un video con reazioni finte della premier in Aula. Lei sbotta: "Ero al Quirinale, siete mistificatori". Ma la rissa social nasconde la corsa alla leadership del campo largo

12 Giugno 2026, 17:41

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Il "dissing" di Stato: quando il montaggio di un video diventa il ring tra Conte e Meloni

La politica italiana ha trasferito i propri duelli dagli emicicli agli schermi degli smartphone, dove un editing efficace può incidere più di un comizio. L’ultimo capitolo è un confronto a colpi di clip e comunicati tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

La miccia è un filmato diffuso sui social dall’ex premier pentastellato: il montaggio alterna il suo intervento in Aula ai primi piani di Meloni seduta ai banchi del governo, suggerendo che la presidente incassi il colpo in tempo reale.

Ma la scansione temporale non regge alla verifica. La replica di Palazzo Chigi è arrivata subito, con accuse di “montaggio fake”, “mistificazioni della realtà” e “fake news”.

Infatti, mentre Conte parlava in Parlamento, Meloni si trovava al Quirinale per una colazione di lavoro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in vista del Consiglio Europeo. Lungi dal fare marcia indietro, Conte ha definito l’editing una semplice “contestualizzazione” del discorso e ha rovesciato l’attacco: con ironia si è chiesto come la premier trovi il tempo per seguire i suoi social, accusandola di volerla “buttare in caciara”.

A suo avviso, la polemica sul filmato funge da diversivo per sottrarsi ai problemi concreti del Paese: crollo del potere d’acquisto, crescita anemica e caro carburanti.

Al di là dell’episodio, si intravede la strategia: dietro la “guerra del video” Conte punta ad accreditarsi come l’unico, vero antagonista dell’esecutivo di destra, smarcandosi dal ruolo di “comprimario” nel campo largo e proponendosi come interlocutore diretto della presidente del Consiglio.