ASSEMBLEA NAZINALE
Futuro Nazionale nasce a Roma, Vannacci attacca: «Sporca dozzina e figli di nessuno»
Intervento dai toni duri dell'ex generale nella chiusura dell’assemblea costituente. «L’Italia agli italiani» lo slogan finale del movimento
«L’Italia agli italiani». È con questo slogan che si è chiusa l’assemblea costituente di Futuro Nazionale a Roma, nel corso della quale il leader Roberto Vannacci ha ribadito la linea politica del movimento tra identità nazionale, critica all’Unione europea e distanza dalle principali forze di governo e opposizione.
Linea politica e rapporto con il centrodestra
Nel punto stampa, Vannacci ha rivendicato autonomia rispetto agli schieramenti tradizionali:
«Non ho mai parlato di adesione al centrodestra. Non è una mia istanza, sembra che sia una aspettativa di questo centrodestra e io dovrei ammorbidirmi? Io le mie posizioni non le ammorbidisco e non le cambio. FnV è al 5% ancora prima di nascere grazie a queste posizioni e linee rosse. Eventualmente ho detto che siamo il sestante del centrodestra».
Il leader ha poi aggiunto: «Le mie linee rosse resteranno tali, mi sento di garantirlo».
In un passaggio successivo ha precisato: «Non ho risposto alla premier perché se avrà una domanda da farmi, me la fa direttamente e avrò il piacere di risponderle», ribadendo: «A Meloni risponderò quando mi interpellerà».
Europa ed euro
Sul fronte europeo, Vannacci ha escluso posizioni di rottura immediata, pur criticando l’assetto attuale:
«Sono nel mio gruppo al Parlamento europeo da tre mesi, non abbiamo mai parlato di uscire dall’Euro. Io sono un europarlamentare che vota in Parlamento e queste istanze non sono mai pervenute. Mi ricordo che il professore Romano Prodi diceva che con l’euro avremmo lavorato un giorno in meno e avremmo guadagnato come se avessimo lavorato un giorno in più. Lo chieda agli italiani se hanno ottenuto dei vantaggi. Se dopo 30 anni di Euro e Unione Europea, qualcosa lo dovremmo fare: non uscire ma cambiare rotta».
Identità politica e intervento dal palco
Nel discorso conclusivo sul palco, il leader di Futuro Nazionale ha utilizzato toni fortemente identitari:
«Non ci scoraggiamo e andremo avanti con la fierezza di essere italiani e faremo della nostra nazione uno spazio di esistenza e il nostro sogno di vita. Come già detto, qui c'è la sporca dozzina e i figli di nessuno. Noi quelli bravi non li vogliamo, li lasciamo a Pd, M5s e Avs. A noi continua a interessarci l’Italia e gli interessi degli italiani. E con la sporca dozzina e i figli di nessuno ce la faremo».
Contrapposizione politica ed Europa
Nel passaggio più politico, Vannacci ha contrapposto la sua proposta a quella delle istituzioni europee:
«O con noi di Futuro Nazionale, guardiani del sovranismo e della cittadinanza, o con Ursula von der Leyen, Mario Draghi, multinazionali e globalismo».
Nel riferirsi al centrodestra, ha citato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, senza menzionare direttamente la premier Giorgia Meloni, ma richiamandone indirettamente le posizioni.
La polemica sulle parole e il contesto politico
Infine, nel punto stampa, il leader è intervenuto anche su alcune espressioni controverse:
«Se avessi provato a mettermi nei panni di una donna, quella frase ("Meloni si mette le ginocchiere davanti a Usa e Israele") non l’avrei recepita come una offesa sessista. Così come l’espressione "cortigiana", ma io non sono una donna e non ho questa sensibilità. Andrebbe chiesto alla premier. Il mio parere conta quel che conta».