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Stabilimenti balneari

Spiagge ridotte dal maltempo Morabito: «Settore in grave difficoltà»

Lidi. Il ciclone, l’erosione costiera, e l’incertezza del futuro: tutto rema contro le imprese balneari

13 Giugno 2026, 21:30

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Spiagge ridotte dal maltempo Morabito: «Settore in grave difficoltà»

Messina capofila in Sicilia per qualità dei servizi offerti e delle attività correlate, ristorazione in primis. Ma a che prezzo? È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dalla Fiba, Federazione italiana balneari di Confesercenti, all’inizio di questa complessa stagione estiva, piombata, con temperature da record, quando ancora molti imprenditori stanno facendo i conti con i danni provocati dal Ciclone Harry.

«Ad oggi – spiega il coordinatore regionale, Santino Morabito – sono poco più della metà le aziende che hanno ricevuto il contributo straordinario fino a 20.000 euro a fondo perduto erogato da Irfis per l'immediata ripresa delle attività. Ma gli stabilimenti, anche se a fatica, sono quasi tutti aperti». Tutti a parte il lido Zahir di Santa Margherita, totalmente devastato dalla furia delle onde, che ancora oggi, a distanza di sei mesi, resta alle prese con i detriti accumulati e il materiale da smaltire. Altro nodo quello dei fondi individuati dalla ex giunta Basile all’indomani del ciclone, 500 mila euro, rimasti appesi per tutto il periodo del commissariamento. «Sapevamo che con la gestione commissariale ci sarebbero stati ritardi in tal senso - spiega Morabito -. Adesso speriamo che queste cifre possano essere presto sbloccate, così da fornire una ulteriore boccata di ossigeno a chi sta facendo grandi sacrifici per far ripartire le attività».

Ma le difficoltà non riguardano solo il ciclone. Due gli aspetti prioritari. Da un lato la precarietà normativa, con la spada di Damocle della Bolkestein. Le concessioni demaniali sono, infatti, in scadenza, con una proroga fissata dal Governo al settembre 2027. Entro la prima metà del nuovo anno, i Comuni dovranno avviare le aste pubbliche per riassegnare gli spazi.

«Questo quadro – spiega Morabito - genera incertezza tra gli imprenditori, preoccupati per i loro investimenti. Nessuno, infatti, si sognerebbe di investire capitali importanti sapendo di potere perdere la concessione. Quest’anno molti stabilimenti sono stati rinnovati solo perché i danni causati dal maltempo lo hanno reso necessario. Quale imprenditore investirebbe senza la certezza di un orizzonte temporale per recuperare i soldi spesi e realizzare profitto?».

Ma c’è un dato molto più allarmante. Una ferita profonda che nasce da un territorio martoriato e che in riva allo Stretto assume connotati macroscopici. Il fenomeno erosivo. Un male lento e inesorabile che, pezzo dopo pezzo, sta divorando gli arenili, assottigliando anche i margini di profitto degli imprenditori del settore balneare. «La spiaggia in riva allo Stretto – afferma il coordinatore regionale della Fiba – si riduce progressivamente, con il risultato che oggi ci sono stabilimenti che contano il 40 per cento in meno dei posti ombrellone rispetto a dieci anni fa. Questo produce una inevitabile perdita di profitto, che unita ad una lievitazione esponenziale dei costi di gestione, porta ad una impennata del costo del servizio all’utenza, che non può scendere al di sotto di una determinata soglia, se si vogliono mantenere alti livelli di qualità». Nei giorni scorsi i vertici della Fiba, insieme a diversi imprenditori del settore hanno incontrato il sindaco Basile. Ordine del giorno quello dell’applicazione del regolamento Tari agli stabilimenti balneari. Per gli altri argomenti, in primis quello dell’intrattenimento musicale che tante polemiche ha suscitato nelle scorse stagioni, bisognerà aspettare un nuovo incontro, già fissato per la prossima settimana.

«La necessità – spiega Morabito – è quella di trovare un equilibrio tra le istanze degli imprenditori ed il diritto alla quiete dei residenti. Siamo pronti a fare la nostra parte, investendo per ridurre i disagi. Molti imprenditori hanno già acquistato apparecchiature costosissime per adeguarsi alla normativa ma non possono procedere al montaggio per problemi autorizzativi. Che qualcuno ci spieghi che senso ha?».