Scenari
Nino Minardo: «Il bis di Schifani? Sarà lui a decidere ma basta polemiche e ripicche continue»
Le prossime variazioni di bilancio saranno il banco di prova della maggioranza, che deve dimostrare unità, responsabilità e una rigenerazione della classe dirigente
Presidente Minardo, il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno ha detto che l'eventuale ricandidatura di Renato Schifani deve essere proposta da Forza Italia. Lo farete?
«Forza Italia guida la Regione con il presidente Schifani, continuerà a farlo e sarà lo stesso presidente, a fine legislatura, a fare le proprie valutazioni politiche e a confrontarsi con il partito e con la coalizione, a livello regionale e nazionale per poi decidere. Con il massimo rispetto per il presidente Galvagno, credo che oggi il tema principale non sia il toto-candidati. I siciliani si aspettano soprattutto risultati. Il recente miglioramento dell'outlook della Regione da parte di Fitch dimostra che il lavoro del governo Schifani sta producendo effetti concreti e credo che in questa fase ciascuno debba concentrarsi sul ruolo che gli elettori gli hanno affidato: il governo nell'attuazione del programma, il parlamento nell'attività legislativa e di indirizzo, la coalizione nel garantire stabilità e risposte ai cittadini».
Sempre Galvagno ha indicato le prossime variazioni di bilancio come test per la maggioranza. Come ne uscirà la coalizione?
«Intanto proverei a uscire da una certa drammatizzazione tutta siciliana delle dinamiche politiche. Le variazioni di bilancio saranno certamente un passaggio importante, ma soprattutto un'occasione per dimostrare maturità politica e senso di responsabilità. Mi aspetto che tutti i partiti della maggioranza abbiano piena consapevolezza del compito che abbiamo nei confronti della Sicilia. Le differenze possono esserci, ma alla fine devono prevalere il buon senso e l'interesse dei cittadini. La stabilità è un valore e va difesa con i comportamenti prima ancora che con le dichiarazioni».
Raffaele Lombardo ha parlato di “ex coalizione”. Come sta il centrodestra in Sicilia?
«Se guardo al quadro delle ultime amministrative, in molti casi comprendo le preoccupazioni espresse dal presidente Lombardo. Tuttavia, se analizziamo i numeri delle liste, dobbiamo prendere atto che il centrodestra continua a essere la prima coalizione della Sicilia. Questo non significa ignorare il messaggio arrivato dagli elettori, che ci impone una riflessione seria su ciò che non ha funzionato. Più unità, più ascolto e meno polemiche interne: credo sia questa la richiesta dei cittadini. Se continuiamo a vivere la politica come un regolamento di conti permanente, tra ripicche personali, sassolini da togliersi dalle scarpe e polemiche quotidiane, rischiamo di ripetere gli stessi errori che alle ultime amministrative ci sono costati cari. La Sicilia ha bisogno di una coalizione capace di guardare avanti, non di inseguire vecchie divisioni».
Lei ha aperto la “questione morale” nel centrodestra, affermando che i cittadini sono stanchi degli scandali. Cosa si dovrebbe fare da adesso in poi?
«In Sicilia, come nel resto del Paese, esiste un problema di selezione della classe dirigente. Fermo restando che la presunzione di innocenza va sempre rispettata, credo che sul piano politico i cittadini chiedano una classe dirigente credibile, rigorosa e trasparente. Non basta saper raccogliere consenso: la qualità delle persone, il senso delle istituzioni e il rispetto delle regole devono tornare centrali. Per questo credo serva una rigenerazione della classe dirigente, capace di valorizzare competenze, merito e nuove energie.
Oltre ai problemi giudiziari, recentemente in Forza Italia non sono mancati quelli politici. Si aspettava una situazione così complessa?
«Sono un tipo poco impressionabile, avendo vissuto stagioni politiche ben più turbolente da quando ho iniziato a militare in Forza Italia nel 1999. Forza Italia oggi in Sicilia è un partito vivo e nei partiti vivi il confronto esiste. Comprendo le critiche, ma non chi sceglie di sbattere la porta. Credo però che la politica debba tornare a discutere nei luoghi della politica e non consentirò che si continui a farlo sui giornali con l’unico risultato di danneggiare il nostro partito e la coalizione. Il mio compito è ascoltare tutti, rafforzare il partito e costruire le condizioni per coinvolgere nuove energie e nuove competenze».