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L'intervista

Ismaele La Vardera: «Io resto candidato, nessun passo indietro e le primarie non mi fanno paura»

La replica del leader di Controcorrente: "Anche se c’è Antoci con un pezzo del Pd non voglio parlare"

14 Giugno 2026, 13:12

13:20

Ismaele La Vardera

Ismaele La Vardera

Onorevole La Vardera, il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno si dice certo che lei non si candiderà alla presidenza della Regione. Lei ha detto invece che è già in corsa. Come stanno le cose? Lei esclude un passo indietro?

«Forse il presidente Galvagno sa cose che io non so. La mia candidatura, che parte da un neo movimento e quindi dal basso, non è un mezzo per “alzare la posta”, ma una reale risposta al desiderio autentico di voltare pagina. Per fare un passo indietro mi hanno offerto posti al Parlamento nazionale chi più ne ha più ne metta. Ora, oggi e domani resto in campo non per me, ma per riportare migliaia di siciliani al voto. Cittadini che sognano un posto normale in cui la politica non sia fatta di scandali ma di buonsenso».

Galvagno parla di un possibile accordo per sostenere una personalità che abbia un comune “profilo antimafia”. Qualcuno ha intravisto la figura dell'europarlamentare Giuseppe Antoci. Per lui farebbe un passo indietro?

«Sorrido e suggerisco a Galvagno di occuparsi dei suoi alleati, ricordandogli che gli sta scoppiando il governo tra le mani. Peppe Antoci é un siciliano di cui andare fieri, un amico. I nostri rapporti esulano dalla politica, ad oggi non mi pare abbia dato la sua disponibilità a correre. Ma anche se così fosse, io resto in campo. C’è un pezzo importante di questa terra, oltre che un movimento in crescita che mi chiedono di essere l’alternativa».

Secondo il presidente dell'Ars, i due maggiori partiti progressisti, M5s e Pd, non lasceranno la Sicilia a un candidato al di fuori delle loro forze politiche. Cosa ne pensa?

«Ricostruzioni fantasiose. Non mi appassionano i partiti nazionali e se avessi voluto aver vita facile o una rielezione semplice, avrei aderito ad un big partito, ma abbiamo scelto di tracciare una strada letteralmente in salita. Immagini la fatica immane di costruire da capo un movimento senza risorse. La coalizione che voglio costruire va ben al di là del campo largo, perché ha come grande alleato il più grande partito, ossia quello dell’astensione. Partito cui solo noi riusciamo a parlare davvero. Con gli amici di Avs, e del M5S c’è un lavoro di sinergia e costruzione dal basso, nel Pd ci sono pezzi del partito, non tutto, che su di me hanno delle resistenze. Meglio così, con quei pezzi non voglio averci a che fare».

Lei aveva proposto le “primarie itineranti”, tra la gente. Ma a parte il M5S, gli altri alleati del campo largo sembrano freddi. Anche oggi il segretario del Pd Anthony Barbagallo ha riproposto le classiche primarie. Per lei andrebbero bene?

«Sorrido, perché le avevo proposte io a dicembre e avevo ricevuto il silenzio. Non ho paure delle primarie a patto che abbiano regole certe e non vengano fatte con il solo scopo di soffocare quello che per qualcuno rappresenta un problema, ossia il sottoscritto. Barbagallo chiede sempre tempo, ma il tempo dei tatticismi é finito».

Teme di più, in vista della sfida per Palazzo d'Orleans, che il centrodestra si possa ricompattare attorno alla figura già rodata dell'attuale governatore o l'arrivo di un candidato nuovo nel panorama regionale?

«Non mi appassiona il toto nomi di un campo che ha mandato in pezzi la Sicilia. Non hanno saputo fare una riforma, litigano sulle nomine, le infrastrutture sono un colabrodo, una sanità solo per chi ha un padrino politico, hanno il record di arrestati e indagati e ancora hanno il coraggio di ripresentarsi ai siciliani? Davanti a questo quadro, non temo nemmeno la candidatura della Meloni a presidente della regione».

Galvagno l'ha definita “un comunicatore”. Cosa gli risponde?

«Non è la prima volta che prova a sminuirmi. In aula mi appelló come Tiktoker. Ma io rivendico con orgoglio la mia professione e il mio passato da giornalista e oggi quello di deputato. Potrei rispondergli che potremmo organizzare una serata in discoteca, visto che Galvagno se ne intende e potrebbe fare il Pr. Mi lasci passare la battuta affettuosa. Nella vita ciò che si è stati nel passato non può essere un impedimento alla crescita. Io rispetto il ruolo del giovane presidente, spero che il rispetto possa essere reciproco».