Lo strano caso di Barcellona Pozzo di Gotto
Melangela, Raffaella, Ilenia a Palazzo Longano il comando è delle donne
Sindaca, vecesindaca e ora pure la presidente del consiglio comunale: "Rispetteremo le quote azzure", scherza Torre
«Rispetteremo le quote azzurre», scherza Ilenia Torre, neo vicesindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, la città che ha appena segnato un primato molto singolare: alla guida ci sono solo donne. Sindaca, vicesindaca, e adesso anche la presidente del consiglio comunale. Un unicum, lì dove il capoluogo di provincia, Messina, non ha mai avuto una sindaca, Barcellona Pozzo di Gotto, conosciuta al di fuori delle sua mura principalmente per la densità mafiosa, ha fatto l'en plein di donne. E saranno loro a guidare la città. Melangela Scolaro ha vinto le elezioni, dopo anni all'opposizione in consiglio comunale (era stata eletta nelle liste a sostegno di Pinuccio Calabrò, ma era poi passata dalla parte opposta). Con lei, era candidata al consiglio comunale, Ilenia Torre, già consigliera, considerata vicino a Francantonio Genovese, la sua candidatura è stata determinante per la vittoria di misura al primo turno, ed è stata designata da Scolaro come sua vice. Poco dopo, lo scorso venerdì 12 giugno, Raffaella Campo, di Città Aperta, lista civica di centrosinistra, è stata eletta con 21 voti su 24. Quasi un plebiscito, molto significativo, considerando che Scolaro non ha la maggioranza in consiglio. Dei 24 consiglieri (di cui 19 sono uomini), 5 sono di centrosinistra (3 del Pd e due di Città aperta), 7 sono di maggioranza, e 12 di centrodestra.
Da qui l'apertura di Scolaro – e di Cateno De Luca – al centrosinistra. Prima offrendo a Pd e Ca un posto in giunta, che hanno rifiutato, e infine con l'elezione di Campo, condivisa da tutti, e da tutte: «È stato premiato il suo lavoro sul campo in questi anni», sottolinea Torre. Mentre Campo aggiunge: «È importante in questo momento critico per la città, che non si faccia un'opposizione a prescindere dai temi, per il bene di Barcellona, ma non rinunceremo di certo alla nostra identità politica». Una città in dissesto: è questa una delle prime criticittà che dovrà affrontare questa Amministrazione. Una criticità a prova di genere? «Di certo porteremo il nostro pragmatismo e la capacità di fare rete», dice Campo. E Torre aggiunge: «La nostra abilità nell’occuparci di più cose contemporaneamente potrà essere d'aiuto».
Ma intanto la domanda è d’obbligo, com'è stato possibile? «Già negli anni '90 c'era stata un'infuocata campagna elettorale in cui la candidata del centrodestra, che poi non vinse, era stata una donna, Anna La Malfa». Poi è stata la volta di Maria Teresa Collica, nel 2012, che nominò Campo sua assessora. Ma di certo il risultato di oggi è insolito: «Mia madre fu segretaria del Psi a Barcellona Pozzo di Gotto negli anni ‘80, in un ambiente totalmente maschile. Sono stata quindi sempre abituata a considerare le donne al pari degli uomini», dice Scolaro. Che, però, ammette le grandi difficoltà: «Devo dire che finché ho studiato non ho notato alcuna differenza. È stato il mondo del lavoro (è avvocata, ndr) a restituirmi per la prima volta la sensazione che una donna dovesse faticare almeno il triplo per apparire “ forte” e credibile rispetto ad un uomo, perché sulle donne esiste, in alcuni ambienti, una sorta di pregiudizio di “fragilità” quasi istintivo».
Pregiudizio ora sfatato o ancora da sfatare? «Siamo ancora poche, nonostante gli sforzi legislativi, ma, soprattutto, una donna per essere e diventare interlocutore politico diretto deve prima superare le 7 fatiche di Ercole. Ed è quello che ho fatto io. Non mi sono risparmiata e ho dovuto sopportare veri e propri gesti di bullismo politico. Ho 51 anni, sono un avvocato civilista e una insegnante, ho lottato in prima persona in consiglio comunale per 11 anni, eppure mi hanno definita “ valletta”, “ figghiuledda”, “ mischinedda”, “ fragilina”».
Niente che l'abbia, però, fermata: «Oggi sono soddisfatta perché ho dimostrato come gentilezza e sensibilità possano associarsi a forza e coraggio e perché la mia amata Barcellona ha dimostrato di essere all’avanguardia, moderna e dinamica, attribuendo le tre più alte cariche dell’amministr
azione cittadina a tre donne note per personalità e impegno costante».