Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
15 giugno 2026 - Aggiornato alle 19:15
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il nodo rifiuti

«La differenziata non basta, i termovalorizzatori completano il ciclo di un vasto Piano rifiuti»

Corrado Clini, consulente ad personam del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani replica alle obiezioni degli ambientalisti

15 Giugno 2026, 15:46

15:50

«La differenziata non basta, i termovalorizzatori completano il ciclo di un vasto Piano rifiuti»

Legambiente osserva che la realizzazione dei termovalorizzatori di Catania e di Palermo è in contrasto con gli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti che sarebbero garantiti solo dall’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti. Ma l’Unione Europea ha dato negli ultimi anni grande rilievo alla priorità del riciclaggio e riuso dei rifiuti per recuperare materie prime dai cicli produttivi come previsto dal Regolamento n.1252 del 2024 che prevede il recupero di minerali critici e terre rare dal riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici - essenziali per la transizione energetica - che entro il 2030 dovrà raggiungere il 25% e nel 2050 dovrebbe coprire almeno il 50% della domanda interna: oggi l’Europa importa il 98% di terre rare e minerali critici dalla Cina. Corrado Clini, consulente ad personam del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani replica così a Legambiente, che ha sollevato dubbi e perplessità sulla coerenza e la congruenza del Piano Ambiente della Sicilia pensando che il suo “cuore” fossero i termovalorizzatori, come “inghiottitoi” dei rifiuti che non si differenziano abbastanza.

In verità secondo Clini i termovalorizzatori costituiscono solo la «coda, la parte finale del processo e non l’insieme». E, senza perdersi d’animo e con pacatezza, invita l’organizzazione ambientalista a riflettere su un punto centrale: «Non è vero che la loro realizzazione sia in contrasto con gli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti che sarebbero garantiti solo dall’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti». Piuttosto - spiega - la Commissione Europea ha condiviso e approvato le misure previste dalla Regione Siciliana perché è stata data priorità proprio al recupero e al riciclaggio di almeno il 65% dei rifiuti non pericolosi attraverso una rete di piattaforme per la selezione e il recupero dei rifiuti, la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS) da impiegare nell’industria in alternativa ai combustibili fossili oltre agli impianti industriali per la lavorazione dei rifiuti raccolti in modo differenziato.

Quanto poi alla rete degli impianti intermedi, essi, oltre a consentire riciclo e recupero, abbattono drasticamente i costi. Per esempio rispetto al costo di trattamento negli impianti per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti solidi urbani (TMB) che saranno chiusi o ristrutturati, le piattaforme di selezione e recupero riducono i costi tra il 50% e il 75%. In buona sostanza i due termovalorizzatori chiudono il ciclo, non lo aprono, con il recupero energetico degli scarti delle lavorazioni dei rifiuti, che hanno un elevato potere calorifico e corrispondono a circa il 25% dei rifiuti. Di conseguenza il conferimento in discarica sarà ridotto a meno del 10% entro il 2030 puntualizza l’ex ministro. Va detto a proposito di differenziare i rifiuti - aggiunge Clini - che non basta raccoglierli così come sono e il gioco è fatto. Nel nostro Paese quantità molto elevate di plastica riciclata o di rifiuti elettrici (RAEE) recuperati nei processi di produzione, o il recupero significativo di frazione organica sia per la produzione di biogas-biometano sia nell’agricoltura non sono riciclabili semplicemente.

Non bisogna lasciarsi fuorviare dai livelli anche molto elevati di raccolta differenziata, perché poi a ben vedere la materia riciclata - ad eccezione di vetro e carta - è di gran lunga inferiore, mentre risulta molto problematico il recupero della frazione organica raccolta in modo differenziato ma in gran parte fortemente contaminata. Quindi la semplice raccolta differenziata non basta. È certamente un mezzo prioritario per il riciclaggio e recupero - riconosce Clini - ma la scarsa capacità tecnologica e la mancanza di processi di lavorazione dei rifiuti finalizzati alla lavorazione, raffinazione e recupero lascia spesso inutilizzabile gran parte dei rifiuti anche se raccolti in modo differenziato. Ma in Sicilia - assicura ancora l’esperto - questo non succederà perché ci doteremo degli impianti tecnologicamente all’avanguardia a questo scopo.

Il Piano rifiuti approvato da Bruxelles certifica un piano finanziario da 1,5 miliardi per dotare il territorio regionale dell’impiantistica necessaria a chiudere la stagione delle emergenze e azzerare le discariche entro il 2035. Questo piano poggia su finanziamenti già disponibili per circa mezzo miliardo di euro: 275 milioni per la realizzazione delle piattaforme per i rifiuti indifferenziati, puntando al 65% di recupero di materia, e altri 161 milioni per la lavorazione del materiale da raccolta differenziata. È un cambio di prospettiva reale per la gestione dei rifiuti di questa regione.

Il programma della Regione Siciliana, in definitiva, individua una filiera integrata di recupero di materia ed energia dai rifiuti mediante la lavorazione del rifiuto indifferenziato, della frazione organica e degli altri rifiuti raccolti in modo differenziato. Ma il confronto con Legambiente e le altre associazioni ambientaliste - conclude Clini - è utile e continuerà.