il caso
Il doppio binario di Palazzo di città: indennità in salita per la politica, mentre per altri il conto rimane a zero
In pochi giorni il nuovo corso amministrativo firmato da Mirello Crisafulli mette insieme due scelte opposte
A Enna il paradosso non sta in una cifra, ma nel contrasto. Da una parte il Comune aggiorna verso l’alto le indennità di funzione degli organi politici, applicando una norma regionale appena entrata nel sistema degli enti locali siciliani. Dall’altra, quasi nello stesso respiro amministrativo, il sindaco Vladimiro “Mirello” Crisafulli firma la nomina del nuovo Capo di Gabinetto stabilendo che l’incarico sarà svolto gratuitamente.
La nuova amministrazione comunale ha scelto di riconoscere a sindaco e assessori, oltre al presidente del Consiglio, il trattamento economico massimo consentito dal nuovo quadro normativo regionale, ma ha affidato a costo zero uno dei ruoli fiduciari più delicati e politicamente sensibili dell’intera macchina di supporto del sindaco. Una scelta legittima sul piano formale, ma inevitabilmente destinata ad aprire domande sul piano politico, simbolico e persino culturale. Perché se la politica rivendica il diritto a una retribuzione adeguata, il punto diventa capire quale messaggio produca, agli occhi della città, la coesistenza fra compensi più alti per chi governa e lavoro gratuito per chi ne affianca il vertice.
La nomina di Maria Giovanna Puglisi e il perimetro dell’incarico
Il sindaco Crisafulli ha firmato la determina sindacale, con la quale nomina Maria Giovanna Puglisi Capo di Gabinetto del Comune di Enna. L’atto precisa che l’incarico è conferito a titolo gratuito. Il Capo di Gabinetto non è, o almeno non dovrebbe essere, un dirigente che gestisce procedimenti, determine, contratti o risorse. È piuttosto il terminale fiduciario attraverso cui il sindaco organizza agenda, relazioni istituzionali, raccordo politico, interlocuzione esterna e talvolta anche la costruzione operativa delle priorità di mandato. In un Comune capoluogo come Enna, il ruolo ha un peso specifico tutt’altro che marginale, specie nella fase iniziale di una consiliatura, quando la squadra di governo deve trasformare un programma elettorale in atti, priorità e rapporti di forza interni.
Gli aumenti delle indennità: cosa ha deliberato la giunta
Se la nomina gratuita ha un forte impatto simbolico, l’altro lato della vicenda riguarda il portafoglio istituzionale. La giunta comunale di Enna ha infatti approvato il nuovo prospetto delle indennità di funzione in applicazione della legge regionale siciliana 19 febbraio 2026, n. 4, che ha modificato il quadro economico per gli amministratori locali dell’Isola. La notizia è stata riportata da più fonti locali e trova riscontro nel nuovo assetto normativo regionale.
Nel dettaglio, per il Comune di Enna vengono indicati importi mensili pari a 9.660 euro per il sindaco, 5.313 euro per il vicesindaco e 4.347 euro per ciascuno degli otto assessori. Per il presidente del Consiglio comunale, la nuova disciplina regionale prevede, nei comuni capoluogo di provincia fino a 50.000 abitanti, un’indennità mensile pari al 60% di quella prevista per il sindaco; nel prospetto richiamato dalle fonti locali, il costo complessivo annuo delle indennità per l’attuale assetto politico del Comune supera i 708 mila euro.
Qui il dato da leggere con attenzione è doppio. Il primo riguarda gli importi in sé, che segnano un evidente salto rispetto al passato. Il secondo riguarda il fondamento giuridico della scelta: non si tratta di un aumento arbitrario, ma dell’applicazione di una norma regionale che ha ridefinito i parametri economici degli amministratori siciliani.
Il punto politico: risparmio vero o messaggio contraddittorio?
Sul piano strettamente contabile, la gratuità dell’incarico di Capo di Gabinetto può essere letta come una forma di contenimento della spesa. In un tempo in cui ogni voce del bilancio comunale è osservata con attenzione, l’assenza di compenso evita un ulteriore costo a carico dell’ente. È un argomento che la maggioranza potrebbe rivendicare: se si applica una legge che adegua le indennità, si può allo stesso tempo dimostrare attenzione nominando una figura di fiducia senza gravare sulle casse pubbliche.