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Attualità

Ragusa, Calabrese (Pd): "Esplode la crisi politica in maggioranza"

"I sostenitori dell'attuale amministrazione sono andati sotto su un atto raffazzonato"

16 Giugno 2026, 00:22

00:30

Peppe Calabrese

Il capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Ragusa Peppe Calabrese

La seduta odierna del Consiglio comunale si è conclusa da neanche un paio d’ore, ma il dato politico è stato subito chiarissimo: la maggioranza del sindaco Cassì ne è uscita a pezzi. Sul punto relativo all’adeguamento dei compensi dei revisori dei conti è emersa una crisi profonda, che non può essere liquidata come un semplice incidente d’aula.

Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico a Palazzo dell’Aquila, commentando l’esame della delibera per il riconoscimento delle maggiorazioni ai componenti del collegio dei revisori.

"Ci siamo trovati davanti a una delibera raffazzonata, costruita male e con evidenti profili problematici", afferma Calabrese.

"L’atto nasce dal tentativo di recuperare maggiorazioni non inserite nella delibera originaria di nomina, dopo una diffida formale degli stessi revisori. Ma un errore precedente non può essere sanato scaricando sul Consiglio un provvedimento confuso."

La proposta iniziale prevedeva due incrementi fino al 10% ciascuno, per un totale del 20%, con un onere stimato di circa 15 mila euro l’anno. Le opposizioni avevano chiesto il ritiro del provvedimento, per riscriverlo correttamente e riportarlo in aula corredato di tutti i chiarimenti necessari.

"L’amministrazione, però, ha preferito intestardirsi e respingere la richiesta di ritiro solo per non riconoscere le ragioni della minoranza. Ma sono stati i numeri in Consiglio a smentire il sindaco e la sua maggioranza", prosegue il capogruppo dem.

L’emendamento presentato da un consigliere di maggioranza per dimezzare le maggiorazioni, portandole dal 10% + 10% al 5% + 5%, è stato respinto: 10 favorevoli, 9 contrari e un astenuto. Subito dopo, al momento del voto sulla delibera principale, diversi consiglieri hanno abbandonato l’aula: i presenti si sono ridotti a 11, facendo venire meno il numero legale.

"Quando una maggioranza non riesce a garantire il numero legale su un proprio atto, e al proprio interno emergono voti contrari e astensioni, vuol dire che qualcosa si è rotto", conclude Calabrese.

Il Consiglio comunale non è un passacarte della giunta. Il dato politico è chiaro: sulla delibera dei revisori la maggioranza di Cassì è andata sotto, mostrando tutta la propria fragilità davanti alla città.