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Polemiche

Il selfie nell'osteria di Campo de' Fiori spacca il centrosinistra: "Quella foto è un boomerang"

Lo scatto con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli rilancia il lavoro sul programma ma apre la frattura sui centristi (Renzi, Magi) e scatena accuse tra Pd, M5S e +Europa

17 Giugno 2026, 21:52

22:00

Il selfie nell'osteria di Campo de' Fiori spacca il centrosinistra: "Quella foto è un boomerang"

Alta tensione a poche ore dal vertice con cui i leader del campo progressista hanno rilanciato i lavori sul programma in vista delle politiche. A far discutere, ancora una volta, sono più gli assenti che i presenti. Nell’osteria di Campo dè Fiori, accanto a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, mancava la componente moderata del centrosinistra: da Matteo Renzi a Riccardo Magi. I fari si accendono così su una galassia centrista ancora lontana dal fare sintesi.

«È la foto del campo stretto», il commento più soft che arriva dai riformisti Pd. Dove, tra i malumori, i più agguerriti puntano il dito: «quel vertice è un boomerang, un incidente che rischia di umiliare il riformismo centrista». Parole che riaccendono le frizioni interne ai dem, mentre si accendono i battibecchi tra chi c'era e chi no. Avs difende il perimetro della coalizione ritratto in foto e +Europa va all’attacco.

Dalle file M5S, intanto, c'è chi torna ad alzare il veto su Renzi ingaggiando la sfida muscolare con Iv. Nel mezzo dei fuochi incrociati, dal Nazareno arrivano segnali distensivi. Ieri, la segretaria avrebbe sentito personalmente sia Renzi che Magi: un modo per rassicurarli sul fatto che il vertice non deve essere affatto considerato come il tavolo di coalizione sul programma. «Quello si aprirà a settembre», è la linea tenuta dai vertici del Pd. Dove si consolida un ragionamento: la coalizione non finisce in quella foto, il perimetro è quello delle alleanze per le regionali, con dentro anche Iv. Insomma, la segretaria - che convoca una direzione per martedì - resta «testardamente unitaria».

Ma la medesima linea non è condivisa in ogni angolo della tavola imbandita a Campo dè Fiori. Conte ripete ai suoi una riflessione fatta anche a ridosso del vertice e che suona così: «nessuna preclusione, ma valutare bene i compagni di strada». Chiara Appendino alza il tiro. "Renzi è inaffidabile, averlo in coalizione farebbe perdere voti e sarebbe tafazziano", dice facendosi portavoce di una posizione non trascurabile nella pancia del Movimento. «Appendino si permette di dare ad altri patenti di affidabilità quando è stata condannata», la replica affilata del vicepresidente Iv Enrico Borghi.

Battibecco, però, che non trova grossi seguiti ai vertici dei rispettivi partiti. Renzi, in partenza per Chicago per l'inaugurazione dell’Obama Presidential Center, non raccoglie "le polemiche di chi pensa di essere autosufficiente". Il leader di Italia Viva non sembra preoccupato e ai suoi ripete: liberarsi di Giorgia Meloni è un obiettivo troppo grande per lasciarlo naufragare tra litigi e veti. Ai vertici del Movimento, intanto, resta l’alert. E qualche big fa da contrappunto ad Appendino. «anziché dare lustro a Renzi, dobbiamo lavorare a nuove intese», ragiona un pentastellato di peso. Lasciando intendere che i dubbi non sono su tutta la galassia centrista. E infatti Conte è stato uno dei primi a sostenere Progetto Civico di Alessandro Onorato, in competizione al centro con Casa Riformista di Renzi.

«Conte ha imposto alla coalizione di non invitare Renzi al tavolo mentre Schlein esce indebolita», affonda a microfono spento un riformista di spicco. Che non nasconde lo «stupore» condiviso da buona parte dell’ala dem più moderata. «La foto fa vedere l’allargamento al centro come un processo accessorio», ragiona un altro parlamentare dem. Che guarda di traverso alle dichiarazioni che giungono da Avs. «Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi e si assumono l’onere di fare un passo avanti», dichiara Fratoianni. «Se la loro strategia è quella dell’autosufficienza, auguri», attacca Della Vedova di Più Europa. Mentre per Magi la «foto centrosinistra è la stessa di un anno fa». Bonelli di Avs, però, non molla. «Un tavolo a 9, con tutte le formazioni di centro, è impraticabile». Da qui la spinta perché si «consolidi un’area civica e moderata».

Lo stesso appello arriva da un’altra parte della galassia centrista, quella rappresentata da Ernesto Ruffini. Che invita a lasciare da parte le «frammentazioni» per "costruire uno spazio comune per le forze riformiste ed europeiste".

Intanto, le piazze sul programma lanciate per luglio sono in costruzione. Ai punti programmatici già condivisi verrà affiancato almeno un pacchetto di proposte sull'energia. Mentre di primarie i leader non avrebbero parlato. Anche se c'è chi inizia a considerare l’ipotesi del doppio turno.