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Salvini si smarca dalle polemiche con Trump: «Non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo solo in chiesa»
Il vice premier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture difende comunque l'azione del governo ma rivendica buoni rapporti con gli Usa
«Non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa»: così il vicepremier Matteo Salvini a margine di un gazebo della Lega a Milano, replicando a chi gli ha chiesto se si è pentito sul sostegno a Donald Trump. «Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e attacca tutta l’Italia», ha aggiunto. «Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due paesi amici, fra due popoli amici». «Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti».
«La mia agenda la faccio settimana per settimana, posso dire dove vado oggi pomeriggio, ossia in piazza San Carlo a Milano, e dove vado domani con mia figlia»: così il vicepremier Matteo Salvini a margine di un gazebo della Lega a Milano, replicando a chi gli chiedeva se andrà alla festa del 2 luglio dell'ambasciata Usa per l’indipendenza americana. Salvini ha anche replicato ai giornalisti che chiedevano se darebbe ancora il Nobel per la Pace a Donald Trump: «Buon lavoro» la risposta del vicepremier, che ha ironizzato parlando di un Nobel per il proprietario del Milan Gerry Cardinale: «Ecco - ha scherzato Salvini, tifoso rossonero -, lì si compromettono i rapporti con gli Stati Uniti...».