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Il progetto

La Uefa visita lo stadio Barbera, ma ora è corsa per ottenere le autorizzazioni in vista di Euro2032

Dalle richieste della Cts alle osservazioni dell’Arpa: gli ostacoli burocratici

20 Giugno 2026, 18:05

La Uefa visita lo stadio Barbera, ma ora è corsa per ottenere le autorizzazioni in vista di Euro2032

Sempre più vicina la scadenza, sempre più ravvicinate le visite e qualche inevitabile complicazione burocratica. La marcia forzata dello stadio Barbera verso i campionati europei di calcio del 2032 ieri mattina ha mosso un altro passo, con la visita all'impianto da parte di una delegazione della Uefa insieme a rappresentanti dell'amministrazione comunale, del Palermo FC, di City Football Group e di Populous, studio d'architettura che ha progettato il rilancio dello stadio palermitano.

Si tratta del secondo incontro tra la Uefa e il Comune dopo quello avvenuto in marzo a Nyon, in Svizzera, nella sede dell'unione calcistica. Mentre in quel caso Comune e società illustrarono alla Uefa il programma di riqualificazione che dovrebbe trasformare il Barbera in un impianto in grado di ospitare le partite di Euro 2032, la visita di ieri è servita a fare il punto sullo stato di avanzamento delle procedure legate allo stadio. La visita è stata preceduta da una cena, giovedì sera, in cui era presente anche il sindaco Roberto Lagalla e durante la quale si è parlato proprio del masterplan di rilancio.

La visita da parte della Uefa arriva in un momento in cui il piano di riqualificazione del Barbera attraversa la strettoia delle valutazioni ambientali da parte del Cts, la Commissione tecnico scientifica che ha trasmesso al Palermo un lungo elenco di richieste di adempimento prima di dare il suo via libera al progetto, ossia, in termini tecnici, la verifica di assoggettibilità a Valutazione di impatto ambientale.

L'arrivo della delegazione Uefa potrebbe essere un modo per fare una pressione gentile su politici e istituzioni palermitane e regionali, proprio nel momento in cui tutte le carte e i pareri di tutti gli enti interessati convergono verso la conferenza dei servizi decisoria che dovrà dare l'assenso definitivo al piano di riqualificazione.

Come già scritto da La Sicilia, sull'orizzonte dello stadio si è riaffacciato il nodo mai sciolto in 36 anni del terzo anello. Nella prima conferenza dei servizi era stata posta la condizione del rispetto del prospetto originale, datato 1932, ma il terzo anello da anni è in un labirinto burocratico: avrebbe dovuto essere smontato ma è rimasto al suo posto, avrebbe dovuto ricevere una sanatoria che non è mai arrivata. Adesso i tecnici del Cts dichiarano di non potersi esprimere senza un parere della Soprintendenza. Il quale deve essere chiesto e ottenuto dal Palermo FC, come previsto dalle procedure per gli studi di impatto ambientale.

A quella sul terzo anello poi si sono affiancate le richieste che riguardano i parcheggi, con critiche dell'Arpa alla relazione del club rosanero definita «a dir poco ottimistica» per la stima degli stalli nei pressi dell'impianto, e dell'Asp riguardo alla gestione delle acque e dei rifiuti. Finora la società ha inviato documenti e osservazioni sulla parte che riguarda l'acqua.

Osservazioni, documenti e richieste di chiarimenti che devono arrivare a una conclusione al più presto possibile, condensando il lavoro che di solito si fa in mesi nel giro di pochi giorni.