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Il piano del governo per salvare i cantieri: la strategia del Decreto Infrastrutture (ma la Sicilia non c'è)
Dalle compensazioni per la Tav in Val di Susa al salvataggio della Roma-Latina, fino ai rifiuti nucleari pisani: ecco come il MIT blinda le opere a rischio paralisi
Via libera in Consiglio dei MInistri al Decreto Infrastrutture, un intervento a largo spettro messo a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sbloccare i cantieri, snellire le procedure e assicurare continuità ai progetti strategici nazionali in coerenza con il PNRR. Pur toccando ambiti trasversali come contratti pubblici, autotrasporto, concessioni autostradali, ferrovie e demanio marittimo, il testo non mira a “inventare” nuove opere, ma concentra l’attenzione su misure immediatamente operative per evitare che iter già avviati tornino al punto di partenza per effetto della burocrazia.
Nel dettaglio, il provvedimento si articola in tre capitoli principali.
Compensazioni territoriali per la Tav Torino-Lione. Una parte consistente del decreto riguarda le opere di accompagnamento destinate a mitigare l’impatto della linea transfrontaliera sui comuni della Val di Susa. La misura si inserisce in un programma di interventi che nel 2025 ha raggiunto un valore stimato di circa 100 milioni di euro, con l’obiettivo di tradurre queste risorse in cantieri concreti: viabilità locale, riqualificazioni urbane e mitigazioni ambientali, così da mantenere saldo il patto con le comunità interessate. Tra le opere compensative di rilievo figura, ad esempio, il completamento del Teatro Civico di Susa.
Risorse e proroghe per il corridoio autostradale nel Lazio. Per scongiurare il collasso del sistema Roma–Latina e Cisterna–Valmontone, un asse di oltre 150 chilometri tra tratte principali e opere connesse, la norma interviene su due fronti. Da un lato autorizza una spesa di 393 milioni di euro per compensare l’aumento dei costi dei materiali sulla Cisterna–Valmontone; dall’altro ridefinisce le scadenze amministrative: proroga al 3 agosto 2026 i termini per i decreti di esproprio relativi ai due collegamenti principali e fissa al 10 dicembre 2026 la nuova scadenza per la tratta A12–Tor de’ Cenci. Questa estensione è cruciale per il Centro Italia perché evita la decadenza della pubblica utilità, scongiurando l’azzeramento dell’iter amministrativo.
Gestione dei rifiuti radioattivi a Pisa. Il terzo asse riguarda un tema ambientale e di sicurezza nazionale: il decommissioning nucleare. Il decreto affida a Sogin, la società di Stato responsabile dello smantellamento nucleare, le attività di gestione dei rifiuti radioattivi provenienti dal reattore RTS-1 "G. Galilei" del CISAM, a San Piero a Grado. La disposizione garantisce che l’intero ciclo operativo – dalla caratterizzazione delle scorie al loro condizionamento e deposito – sia condotto da un soggetto con competenze specialistiche, che già dal 2018 operava sul reattore militare con studi di fattibilità.