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Il caso

Politica nissena in frantumi tra corruzione, tradimenti e sfiducie

Il sindaco di Mazzarino attacca: “Un manipolo di scellerati vuole piegarmi al sistema”.

24 Giugno 2026, 08:19

08:20

Politica nissena  in frantumi tra corruzione, tradimenti e sfiducie

il comizio del sindaco di Mazzarino

La provincia nissena sembra franare pezzo dopo pezzo sotto il peso di inchieste, dimissioni e faide interne, in un quadro che da Nord a Sud racconta una politica logorata, litigiosa e in alcuni casi sfiorata da ombre pesanti. Dall’arresto dell’ex leader di Forza Italia Michele Mancuso al caso Cefpas che ha travolto il deputato azzurro Riccardo Gallo Afflitto, fino alle dimissioni del sindaco di Sommatino Salvatore Letizia accusato di corruzione, il filo conduttore è sempre lo stesso: un sistema che si sgretola tra favori, clientele e gestioni allegre. E mentre a Caltanissetta esplodono i casi giudiziari, a Mazzarino la crisi è tutta politica, ma non meno feroce.

Il sindaco Mimmo Faraci si ritrova con una mozione di sfiducia firmata dai suoi stessi alleati, 7 consiglieri, presentata al primo giorno utile dopo due anni di governo, e con l’appoggio già annunciato dei cinque consiglieri civici i numeri per mandarlo a casa ci sono tutti. Lui però non molla, anzi rilancia dal palco di un comizio in piazza, accusando apertamente chi vuole “staccargli la spina perché non si è piegato al sistema che controlla rifiuti, cimiteri e impianti sportivi. Parla di un “manipolo di scellerati” che lo avrebbe tradito subito dopo le elezioni perché non potevano mettergli il bavaglio. “Hanno presentato una mozione senza né capo né coda, 24 pagine - sottolinea Faraci - scritte con l’intelligenza artificiale che è solo un pretesto per eliminare un sindaco scomodo per le battaglie fatte in un Comune sommerso dai debiti, dalle spese folli e senza personale. Tra sanità, rifiuti, cimitero e anche la connivenza di qualche dipendente comunale amico loro. Hanno provato a bloccarmi. Ma io tengo botta, non mi dimetto e sto al mio posto con senso di responsabilità rispetto ai cittadini. Voglio vederli in aula

Faraci ha chiesto ai consiglieri non firmatari di fermare quella che definisce una scelta sbagliata che ricadrebbe sulla comunità e ha lanciato loro una proposta: tre settimane per un patto programmatico su tre o quattro punti, con verifica dopo sei mesi e, se necessario, tutti a casa. Sul tavolo mette i risultati ottenuti in un Comune in dissesto, tra debiti pesanti sui rifiuti, finanziamenti intercettati, loculi in costruzione, interventi su scuole e viabilità, e un tentativo di rilancio dell’immagine di Mazzarino. Uno scenario turbolento, incerto, che lascia aperto solo un piccolo spiraglio prima del voto sulla sfiducia.