politica
Fumata nera ad Agrigento: slitta l'elezione del presidente del Consiglio comunale
I 19 consiglieri di centrodestra chiedono tempo per trovare una sintesi politica. Scintille in aula tra Alonge e Crosta.
L’appuntamento, previsto per il giuramento degli eletti e l’insediamento ufficiale dell’assemblea, si è rapidamente trasformato in un aspro confronto politico, culminato nel rinvio dell’elezione del presidente del Consiglio e del suo vice.
A provocare lo slittamento è stata l’iniziativa di 19 consiglieri di centrodestra, guidati dall’ex candidato sindaco e attuale consigliere Dino Alonge.
Quest’ultimo ha formalmente chiesto di posticipare la votazione per consentire alle forze politiche un ulteriore margine di confronto, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere “una sintesi politica e una sorta di riconciliazione” e convergere su una figura di garanzia ampiamente condivisa. Il ballottaggio è tra i due più votati: Gerlando Piparo di FdI e Marco Vullo (MpA).
La richiesta ha scatenato la dura reazione del consigliere Crosta, esponente del gruppo Controcorrente, che si è detto “basito” per il differimento.
Crosta ha richiamato la necessità di avviare subito i lavori: “Io qui parlo a nome della città che ha bisogno di risposte, ha bisogno di istituzioni che funzionino”.
E ha concluso con tono polemico auspicando che il tempo aggiuntivo sia “davvero utile a trovare per voi l’individuazione di una figura di garanzia”.
Il clima si è ulteriormente inasprito durante la controreplica di Alonge, che ha rivolto una sfida a Crosta e al collega Carta, difendendo il rinvio in nome della correttezza istituzionale: “Abbiamo proposto rinvio per rispetto, noi sappiamo cosa è il rispetto e stando in questa aula inizierà a capirlo”.
L’appuntamento per sciogliere il nodo della guida dell’assemblea è ora rinviato ai primi di luglio, in un passaggio già considerato decisivo per gli equilibri politici cittadini.