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Convention

Arianna Meloni in Sicilia scaccia lo spettro del voto anticipato e da Musumeci gelo su Schifani

A Zafferana per "Etna Tricolore", la sorella della premier rilancia il lavoro di Fratelli d'Italia in Sicilia; Sbardella esorta a continuità, rigore e unità della coalizione

27 Giugno 2026, 08:34

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Arianna Meloni in Sicilia scaccia lo spettro del voto anticipato e da Musumeci gelo su Schifani

Alle pendici dell’Etna per rafforzare ancora una volta la presenza nei territori. Ospiti di rilievo a “Etna Tricolore”, la tre giorni voluta da FdI, con Arianna Meloni, capo della segreteria politica nazionale, che apre i lavori all’insegna del tricolore. Proprio la sorella della premier suona la carica, scacciando lo spettro delle elezioni anticipate. «Siamo al lavoro, noi siamo abituati a lavorare e a dare risposte ai cittadini, ci sono i retroscenisti e quelli che amano il gossip ma a noi piace parlare dei contenuti». E il riferimento è anche alla Sicilia: «Fratelli l’Italia, ribadisco, è al lavoro per mettere a terra il programma che c'è in Regione, dove c'è un presidente eletto che sta lavorando e quindi in questo momento si lavora. Quando si apriranno i tavoli parleremo dei tavoli».

Un concetto espresso anche dal commissario regionale del partito, Luca Sbardella. «Ci deve essere un motivo per fare delle elezioni anticipate, al momento in Sicilia non mi sembra che ci sia. Bisogna rinsaldare la maggioranza e andare avanti. È molto meglio». Ma c’è un periodo ipotetico da considerare: «Se dovesse essere messa in discussione la ricandidatura del presidente Schifani - ha aggiunto Sbardella - anche noi ci siamo. Abbiamo uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali». Eppure, «non siamo qui a Etna Tricolore per fare i nomi non siamo qui per individuare il candidato, anche perché mi sembra assolutamente presto per parlare di candidato perché abbiamo un presidente in carica e abbiamo ancora più di un anno di governo da fare».

Di passaggio di testimone a Palazzo d’Orleans parla anche il ministro Nello Musumeci. Spostando però le lancette indietro di quattro anni: «Mi auguro che il presidente della Regione, al quale auguriamo di governare fino all’ultimo giorno, dica che ha trovato al suo arrivo una signora regione. Se posso rivolgere un invito al presidente Schifani dico che, a proposito di centrodestra, eviti di dare l’impressione che il mondo sia cominciato in Sicilia col suo governo, perché la politica è continuità non nel metodo, ma nella produzione amministrativa. Il mondo non è cominciato in Sicilia nel 2022, ma è cominciato prima. Col governo Musumeci e ancora prima con i governi Crocetta, Lombardo e Cuffaro e da quando il presidente della Regione viene eletto direttamente dal popolo si è avviato un processo di stagioni alte e basse che hanno portato al risultato attuale». L’affondo finale: «A me sembra ogni volta che questo governo abbia trovato le macerie e il disastro e che prima di lui ci fosse il deserto. Non è così. E va evitato se si vuole consolidare lo spirito di coalizione. Lo dico senza spirito di polemica e, anzi, con un animo assolutamente costruttivo». Lo stesso spirito con cui l’ex governatore meloniano striglia la maggioranza, invitandola a «un maggior rigore»: «Se noi pensiamo che il centrodestra debba ricomporsi soltanto alla vigilia delle elezioni regionali e poi alle amministrative ognuno si sente libero di fare quello che vuole, credo che non diamo l'esempio di una coalizione che sia tenuta unita da da una comune visione, da un comune sentire».