verso le politiche
La Lega sprofonda, Vannacci fa paura e nei sondaggi il campo largo sorpassa la destra
Il centrosinistra tocca il 44%, ma il vero terremoto è nel governo: crollo verticale del Carroccio, ormai braccato dal partito dell'ex generale
Una scossa sotterranea sta ridisegnando la mappa politica italiana. Le rilevazioni demoscopiche di fine giugno 2026 indicano che il “campo largo” di centrosinistra ha operato il sorpasso sul centrodestra, attestandosi al 44% contro il 43,5% della maggioranza. Uno scarto di mezzo punto che non equivale a un capovolgimento definitivo, ma segna un passaggio cruciale: il governo non appare più automaticamente imbattibile. Osservando i dati con maggiore attenzione, la novità più rilevante non è tanto l’avanzata dell’opposizione, quanto le fratture che attraversano l’esecutivo.
Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia restano dominanti: il partito è saldamente primo con il 30,1% e la presidente del Consiglio guida ancora l’indice di fiducia al 36,7%, pur con una lieve contrazione rispetto ai mesi scorsi. Una forza personale che però non basta a mascherare l’indebolimento degli alleati. Il segnale più preoccupante per la coalizione di governo è la crisi della Lega guidata da Matteo Salvini, in calo al 5,6%.
Il Carroccio viene superato non solo dall’Alleanza Verdi e Sinistra, al 5,9%, ma subisce l’aggancio e, secondo alcune rilevazioni, persino il sorpasso di Futuro Nazionale, la formazione fondata dal generale Roberto Vannacci. Quest’ultimo ha cessato di essere un semplice “fenomeno folkloristico” o meramente mediatico per imporsi come elemento strutturale: intercetta consensi tra gli elettori leghisti in uscita e tra i delusi della destra, insidiando Salvini proprio sui temi identitari, della sicurezza e della critica alle élite. La sua crescita, stimata tra il 4,7% e il 5,9% da diversi istituti, rischia di trasformare l’ampliamento del perimetro conservatore in una pericolosa frammentazione.
Sul versante opposto, quel 44% del campo progressista non autorizza trionfalismi. Il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, si consolida poco sopra il 20% (20,2%), il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte si attesta al 13,6% come perno imprescindibile dell’alleanza e AVS al 5,9% acquisisce un rilievo crescente. Tuttavia, l’avanzata sembra più frutto dell’usura degli avversari che di una spinta propulsiva autonoma. Il vantaggio numerico, infatti, poggia su un perimetro ancora da definire: la vera sfida per l’opposizione sarà trasformare una somma di sigle in un progetto politico coerente, con candidature condivise e un’agenda comune.
In sintesi, se oggi i numeri sorridono al centrosinistra, i sondaggi suonano come un monito per entrambi gli schieramenti: la destra deve fronteggiare un’emorragia interna che intacca la sua aura di invulnerabilità, mentre la sinistra è chiamata a dimostrare che l’attuale intesa elettorale può evolvere in una credibile coalizione di governo.