il caso
Meloni: «Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri»
La premier interviene sul rapporto con gli Stati Uniti e ribadisce la propria linea politica improntata alla continuità e al dialogo tra alleati
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta nel corso della trasmissione “10 minuti” in onda su Rete 4 affrontando una serie di temi di politica estera, economica e istituzionale, dal rapporto con gli Stati Uniti alle polemiche sulla Nato fino al dibattito sul salario minimo.
Sul fronte internazionale, Meloni ha respinto qualsiasi interpretazione di distanza ideologica dagli Stati Uniti, anche in relazione al rapporto con l’amministrazione americana guidata da Donald Trump. «Non sono antiamericana, oggi non ero inginocchiata ieri», ha dichiarato la premier, ribadendo la propria linea atlantista. «Credo che l’Occidente sia più forte unito e ho lavorato per questo. I rapporti solidi si fondano sulla franchezza».
La presidente del Consiglio è tornata anche sulle recenti polemiche con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in merito all’utilizzo di basi militari. Meloni ha definito alcune ricostruzioni «approssimative», precisando che le autorizzazioni concesse dall’Italia rientrano negli accordi vigenti e riguardano attività non offensive. «Sono informazioni che possono essere male interpretate, anche dalle autorità iraniane. Bisogna essere più cauti».
Ampio spazio anche al tema economico. Sul salario minimo, la premier ha ribadito la contrarietà del governo alla misura: «Lo Stato imporrebbe dall’alto una soglia uguale per tutti. Il salario giusto riconosce invece il ruolo delle parti sociali, ed è una soluzione più liberale ed efficace».
In politica interna, Meloni ha commentato anche il ruolo dell’eurodeputato Roberto Vannacci, sottolineando come, a suo giudizio, non vi siano differenze sostanziali tra le sue posizioni e quelle di altre forze di opposizione: «Non vedo grandi differenze tra lui e altri partiti che votano come la sinistra e parlano contro di noi tutto il giorno».
La presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema del Quirinale, aprendo alla possibilità che in futuro non sia necessariamente un esponente dell’area di centrosinistra a guidare la Presidenza della Repubblica. «Non è detto che non possa superarsi anche questo tabù. Chi non è di sinistra non è un figlio di un dio minore», ha affermato, precisando che la scelta spetta agli italiani.
Infine, una nota più personale. Alla domanda su cosa le manchi della vita prima di Palazzo Chigi, Meloni ha risposto con una battuta: «Passeggiare in mezzo alla strada senza che nessuno ti guardi», sottolineando il cambiamento radicale imposto dal ruolo istituzionale.
L’intervento si inserisce in una fase di intenso confronto politico e internazionale, in cui la presidente del Consiglio continua a rivendicare la coerenza della propria linea tra atlantismo, riforme interne e centralità del ruolo delle istituzioni.