Le reazioni
«Da Controcorrente a Cambiocorrente è un attimo»: rabbia e ironia sugli esponenti 5 Stelle transitati con La Vardera
Il partito durissimo, sui social, contro i deputati Ars Carlo Gilistro e Jose Marano: mentre il campo largo parla di unità, loro passano altrove
Nel Movimento cinque stelle monta la rabbia. Se il coordinatore Nuccio Di Paola, forse anche per la sua posizione nel partito e nelle istituzioni (è vicepresidente dell'Ars) e magari per non pregiudicare possibili rapporti con Controcorrente sull'asse Palermo-Roma, sceglie la linea della diplomazia e della cautela, diverse sono le posizioni dei suoi compagni di partito. Che non hanno mandato giù lo “scippo” da parte di Ismaele La Vardera di due deputati regionali: Carlo Gilistro e José Marano. E nemmeno le tempistiche: il cambio di casacca è stato annunciato in diretta social mentre i responsabili dei partiti del campo largo erano seduti a discutere di unità e programmi per le Regionali.
E così, il fastidio, se non lo sdegno, affiora proprio sui social. In un post del profilo ufficiale del Movimento in Sicilia. E le parole usate non sono per nulla accomodanti: «C’è chi li chiama trasformisti, chi cambiacasacca, chi voltagabbana, chi traditori. Noi preferiamo non fermarci alle etichette e guardare avanti», attacca il post. «Nella vita – prosegue - ognuno ha il diritto di cambiare idea, di non sentirsi più a proprio agio all’interno di una comunità e di non condividerne più valori e regole. Ma, per coerenza, chi decide di lasciare il progetto politico con cui è stato eletto dovrebbe dimettersi e lasciare il seggio a chi continua a credere e a rappresentare quel progetto». Un vecchio cavallo di battaglia grillino, così come la battuta usata per chiudere il post: «Erano partiti per cambiare la politica, hanno finito per cambiare partito».
Ma non è tutto. Perché il post condensa e in qualche modo smussa il contenuto dei messaggi privati rimbalzati sulle chat del Movimento cinque stelle. Ma il segno di quel malumore, della rabbia, della frustrazione fa capolino comunque, sempre sui social. Il presidente della commissione Ue, Luigi Sunseri, non usa mezzi termini: «Non è un semplice cambio di partito – scrive commentando il post – è un modo di agire che considero politicamente e umanamente tra i più squallidi che abbia mai visto». E proprio le conversazioni private precedenti portano a pensare che il riferimento va sia agli ormai ex compagni di partito, sia allo stesso La Vardera.
A cui dedica una critica assai pungente l'ex sindaco di Bagheria e oggi collaboratore del gruppo all'Ars, Patrizio Cinque: «Da Controcorrente e Cambiocorrente è un attimo. Presentare i traditori – scrive – come colpi di calciomercato dà la cifra di ciò che si sta costruendo: un movimento di ex. Sono tutti ex di qualcosa o di qualcuno. Nel frattempo – aggiunge – i semplici cittadini devono pagare per fare un faro territoriale. Per noi – conclude Cinque – la coerenza e il rispetto del patto con l'elettore deve continuare a essere un valore».
Ancora in carica è invece Domenico Surdi, sindaco di Alcamo: «Il tema non è quello dei voltagabbana. D’altronde come resistere al canto delle sirene senza l’ingegno di Ulisse? È una storia già vista altrove: stesso metodo, stessa sfacciataggine. Ma la tempistica stavolta è ancora peggio. Per costruire alleanze solide ed unità di intenti – spiega - serve chiarezza e rispetto di elementari regole di grammatica politica da parte dei compagni di viaggio».
Sceglie l'ironia, invece, il consigliere catanese Graziano Bonaccorsi nei confronti della sua compagna di collegio (elettorale) Marano, della quale mostra un post di qualche giorno fa che ritraeva un gattino in cerca di casa: «Confesso – scrive - che avevo capito male... pensavo stesse cercando una famiglia per lui. Invece, a quanto pare, era lei che stava cercando una nuova casa politica. E alla fine l'ha trovata... da La Vardera. Al gatto – prosegue Bonaccorsi - auguro di trovare una famiglia stabile. Per la politica, invece, saranno gli elettori a giudicare!».
A Roma, invece, la questione è stata letta con disincanto: «Sono rammaricato – dice il deputato Filippo Scerra - per la scelta dei due colleghi regionali. Ma andiamo avanti. La storia del nostro Movimento ha i suoi pilastri nelle idee, nei valori, nella sua comunità che è viva e ne ha dato dimostrazione anche durante gli eventi Nova ultimamente». Ma la comunità, forse proprio perché viva, è anche molto arrabbiata.
