La convention
«Non siamo un partito, ma ascoltateci»: a Palermo nasce "Solidali", il nuovo movimento del leader di Sant'Egidio in Sicilia
Emiliano Abramo chiama a raccolta il campo largo all'hotel San Paolo (con qualche incursione di Forza Italia) e sottolinea: «Questa terra ha bisogno di unità»
«Noi non lanciamo un partito, ma diciamo ai partiti che c’è una società che fa politica fuori dai palazzi che sa fare le cose, sa amministrare comuni, sa scrivere leggi, sa annullare la distanza tra i cittadini e il palazzo». È questo il cuore programmatico dell'intervento con cui Emiliano Abramo, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Sicilia, ha lanciato ieri in una sala piena dell'Hotel San Paolo di Palermo, il nuovo movimento "Solidali".
Non è un partito e non è ancora chiaro se lo sarà. Ma se qualcuno era curioso della collocazione sullo scacchiere della politica siciliana e nazionale, ieri ha avuto la sua risposta. Il Pd si è presentato nello schieramento più prestigioso: non solo col segretario regionale Anthony Barbagallo, il capogruppo Michele Catanzaro, il presidente dell’Antimafia regionale Antonello Cracolici, ma anche la rappresentanza del partito nazionale nella figura di Marta Bonafoni, componente della segreteria di Elly Schlein. C'è anche Paolo Ciani, vicecapogruppo Pd e segretario di Demos.
Poi c'è il resto del campo largo: dal coordinatore del M5S Nuccio Di Paola, al dirigente di Italia Viva Fabrizio Micari, al consigliere di Progetto Civivo Carmelo Miceli, fino ai rappresentanti di Controcorrente Dino Giarrusso e Sonia Alfano. C'è anche qualche eccezione: il forzista Nicola D'Agostino e l'ex Forza Italia del Consiglio comunale palermitano, Ottavio Zacco. E ci sono gli amministratori, rappresentati dal sindaco di Castelbuono Mario Cicero. Spunta l'ex assessore Giovanni Pistorio, mentre un altro ex assessore come Giovanni Pizzo interverrà nel corso dell'evento.
«Questa terra – spiega Abramo - è stanca. Non arresa, non depressa. Stanca. Molte persone non trovano oggi un modello di rapporto con il Palazzo. La distanza non si colma con i comunicati stampa». Una frecciata a chi governa. «Solidali nasce non per aggiungere una sigla al già affollato panorama delle sigle – precisa Abramo - ma per dire che questa terra ha bisogno di una cosa che non si compra, non si promette, non si improvvisa: Unità! E per essere chiaro io non voglio partecipare, voglio vincere! Vincere – conclude Abramo - vuol dire rappresentare questa isola che è stanca del passato ma vuole quel futuro che ho tratteggiato». E il futuro dirà se Solidali diventerà un partito, una lista, o un trampolino.