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l'intervista

Il deputato Gilistro difende la scelta di Controcorrente: «Il partito era lento ma non sono un traditore»

Dopo aver lasciato il Movimento 5 Stelle: «Non tradirò i bambini né la mia coscienza»

03 Luglio 2026, 06:03

06:10

Il deputato Gilistro difende la scelta di Controcorrente: «Il partito era lento ma non sono un traditore»

«Onorevole, lei è un traditore?» . Parte così la conversazione con Carlo Gilistro, pediatra, fino a qualche giorno fa deputato regionale del Movimento 5 Stelle, da qualche ora passato al gruppo Contocorrente di Ismaele La Vardera. Gli ex compagni di partito gliene dicono di ogni alle spalle o sul web, de visu invece pare che dicano di aver compreso il suo passaggio, mentre altri parlano di un furbo salto della quaglia.

«Io non tradirò mai i miei bambini, le famiglie, i fragili, la mia coscienza. Posso andare a testa alta. Il mio tradimento è contro l’ambizione verso le poltrone. Guardi che la mia poltrona era già decisa e poteva essere romana, ma io non accetto poltrone. Il mio è un passo nel buio, avevo una poltrona sicura a Siracusa e l’ho scambiata col mio onore».

Lei è un voltagabbana?
«Io? Io non tradirò gli ideali del M5S. Non riconoscere il gruppo che appartiene al movimento è cosa diversa. Rivedo quegli ideali in La Vardera, che incarna i 5 Stelle di una volta».

Sta dicendo che lui è un giovane Grillo?
«Grillo mi stimolò la volontà di cambiare, dare un colpo alle vere casacche. In La Vardera ammiro il coraggio, non si fermerà davanti alle poltrone».

Cosa le impediva di fare le stesse cose ma rimanendo nei 5 Stelle?
«Guardi, io mi sentivo un po’ anestetizzato. Non attacco il partito, ma ciascuno di loro sta pensando al proprio futuro, al personalismo. Il movimento doveva essere corale. Ma era diventato meno comunità».

Qualche grillino l’ha mandata a quel paese?
«No, ma l’indole dei vecchi grillini è quella di essere un po’ litigiosi, ma sono persone per bene».

C’è chi dice che lei l’abbia fatto per una questione di mandati, per un futuro politico.
«Chi lo dice sbaglia. Ho fatto così tanto per il territorio che non avrei avuto problemi. Aggiungo che qualche segnale mi era arrivato per portarmi a Roma, al Senato o alla Camera, quindi figurarsi. Io non so se con Controcorrente sarò eletto, è un salto nel buio».

Senta, ma lei è diventato il grande rimosso del M5S? Il deputato nazionale Scerra le ha scritto una reprimenda, ma non ha mai fatto il suo nome.
«Con Scerra abbiamo condiviso pane e acqua, è un amico e non ho nulla da dire di male contro un compagno di squadra».

Perché ha lasciato i 5 Stelle?
«La modalità del partito ormai rendeva pesante tutto ciò che volevo fare. Cercavo di fare le mie battaglie, ma il movimento non mi seguiva, e questo mi arenava. Nelle mie battaglie storiche per i bambini e le persone vale il giuramento di Ippocrate, ed è al di sopra di ogni altro giuramento. Troppa lentezza politica».

Lei è pediatra: lo dica come lo direbbe ad un bambino.
«L’ho fatto perché devo battermi per il tuo benessere e il tuo futuro, perché tu non debba essere un altro emigrato dalla Sicilia».

Se ne è andato con dolore?
«Guardi, con molti ci sono stati baci e abbracci. Le persone per bene non hanno astio, chi è astioso non è intelligente, perché l’intelligenza non ti permette permalosità, astio e invidia».

Alla fine della prima parte della sua avventura politica, cosa ha realizzato?
«Ho ottenuto finanziamenti per bandi in tutte le province siciliane per incrementare il gioco didattico nelle scuole, la ricostruzione della palestra Juvara, gli spogliatoi della Cittadella, il risanamento del Palalobello, la legge sui cellulari ai minori e l’acquisto degli strumenti al Gargallo. Da ultimo un parco inclusivo al Ciane, e 100 mila euro per le telecamere in provincia contro i rifiuti».