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Il Post voto

Pd alle corde, Hyerace resta in sella e scatta la rivolta social dei dem

I democratici a Messina sotto accusa dopo il flop elettorale, la direzione si chiude con la riconferma del segretario, e il giorno dopo si scatena la protesta al di fuori del partito

03 Luglio 2026, 21:59

22:00

Pd alle corde, Hyerace resta in sella e scatta la rivolta social dei dem

«Serve un cambio di passo», così esordisce Domenico Siracusano, membro della segreteria regionale del Pd, in un post sui social. Lo fa il giorno dopo la riunione della direzione provinciale del Partito democratico, all'esito della quale nulla è cambiato. Così che il post di Siracusano arriva come una scure sull’esito della direzione che ha visto la riconferma di Armando Hyerace come segretario provinciale del partito.

Il risultato elettorale delle ultime Amministrative in provincia di Messina, dunque, è ancora una ferita aperta per i dem messinesi. Il Pd tra i comuni della provincia non ha ottenuto risultati, e nel capoluogo è arrivato terzo con il 12 per cento delle preferenze. Meglio ha fatto il partito al Consiglio comunale, dove è risultato il primo della maggioranza. Un risultato di certo dovuto alla scelta di presentare solo una lista a sostegno della candidata, Antonella Russo, consigliera comunale del Pd.

La direzione provinciale del Partito Democratico di Messina, riunitasi all'hotel Royal per analizzare il voto delle scorse Amministrative e in vista delle elezioni metropolitane, ha dibattuto per più di 4 ore sulla relazione di Hyerace, un documento che analizzava gli errori commessi, le scelte in campagna elettorale e il non sempre convinto appoggio alla candidata Antonella Russo.

Hyerace ha escluso categoricamente le dimissioni, blindando la sua leadership: «Sostituire una persona non risolve i problemi», ha rilanciato il segretario, invitando tutti a superare i personalismi e a condividere le responsabilità all'interno della segreteria per rafforzare il radicamento sul territorio. Netto anche il "no" preventivo a eventuali accordi di palazzo con il movimento "Sud chiama Nord" di Cateno De Luca per le vicepresidenze del consiglio comunale: «Niente inciuci».

La linea del segretario non ha però convinto l'intera platea. Siracusano ha invocato una netta inversione di tendenza: «Non si può morire di tatticismi e posizionamenti. La scelta di una gestione condivisa, superando le divisioni congressuali, non è più rinviabile. Serve un'assunzione di co-responsabilità che coinvolga tutti, dal segretario all'ultimo iscritto, per non rischiare la palude».

Ancora più duro l'affondo di Francesco Carabellò, giovane candidato democratico al II quartiere, che, sempre sui social, ha contestato l'approccio teorico e scollato dalle emergenze cittadine: «Il Pd a Messina non è più riconoscibile. Perché non siamo più attrattivi e un pezzo di centrosinistra ha preferito il sindaco uscente? A queste domande non è stata data risposta». Carabellò ha infine rispedito al mittente il tentativo di collettivizzare il flop elettorale: «C'è una precisa responsabilità politica che ricade sull'attuale classe dirigente e, in primis, sul segretario».