politica
Centrodestra agrigentino in rotta: dopo l'elezione del presidente Fratelli d'Italia minaccia "fuoco e fiamme"
la Lega punta il dito sui dirigenti locali e l'Mpa invoca ricomposizione: «Basta polemiche, adesso si ricostruisca»
Nel centrodestra agrigentino, dopo le scosse telluriche della campagna elettorale, si sperava nel ritorno del sereno. Così, alla fine, non è stato: anzi. Con l’elezione di Giovanni Civiltà come presidente del Consiglio comunale con i voti di Forza Italia, Forza Azzurri e Mpa, infatti, si è consumata la scissione definitiva con gli alleati di Fratelli d’Italia, che hanno invece votato il consigliere con maggiori preferenze popolari, cioè Gerlando Piparo fermandosi però a soli 7 voti contro i 10 necessari in seconda consultazione per vincere. Quanto basta per fare saltare un banco che poi così solido non era e riaprire vecchie ferite, a partire da quelle del recente cimento delle amministrative, conclusosi nel peggiore dei modi.
Ad alzare il tono dello scontro è chiaramente il partito della Meloni, che già al termine del Consiglio comunale, senza aver rimediato alcun posto nell’ufficio di Presidenza nonostante sia la prima lista per consensi e il gruppo più numeroso, ha promesso “fuoco e fiamme” contro gli ex alleati e anche contro l’amministrazione, rivendicando per sé il ruolo di opposizione radicale.
Oggi a far eco a quelle posizioni è un esponente di primo piano del partito, il commissario regionale Luca Sbardella: «Certamente mi è dispiaciuto quanto successo, anche perché Lega e Dc hanno dimostrato più interesse a trovare l’unità di quanto abbiano fatto i nostri ex alleati - spiega -. Purtroppo, ci sono soggetti che quando puntano i piedi non vogliono più scendere a patti con nessuno. Noi, dal canto nostro, abbiamo sempre cercato l’unità, anche in campagna elettorale, ma oggi riscontriamo che è un’esigenza che non avvertiamo tutti». E proprio sulle recenti amministrative e sul risultato disastroso del centrodestra Sbardella non fa sconti, soprattutto nell’individuare le responsabilità. «Ci hanno costretto - dice - ad accettare un candidato sindaco che gli agrigentini hanno giudicato modesto e che ha portato ad un risultato altrettanto modesto. Certo è che il centrodestra di Agrigento potrà ripartire solo dopo che alcuni personaggi usciranno di scena».
Il riferimento pare proprio a Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo, tanto che l’Mpa ha sentito il dovere con i propri vertici regionali di replicare: «Si mettano da parte le polemiche, che non costruiscono nulla, e ci si dedichi a ricostruire nei fatti ciò che qualcuno, con volontà precisa e seguendo un disegno che sembra puntare alla disgregazione del centrodestra, ha inteso incrinare». Ma lo scontro sembra appena iniziato.