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L'intervento

La Russa tra Quirinale e legge elettorale: «Spero che prima o poi ci sia un presidente non di sinistra»

Da Pantelleria, il presidente del Senato allontana l'ipotesi di una sua salita al Colle, difende Giorgia Meloni e attacca il centrosinistra sulla riforma del voto

03 Luglio 2026, 22:11

22:52

La Russa tra Quirinale e legge elettorale: «Spero che prima o poi ci sia un presidente non di sinistra»

Ospite della rassegna “Pantelleria d'autore”, curata da Myrta Merlino e Valentina Fontana, il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto su due dei temi più dibattuti dell'attuale panorama politico: la futura corsa al Quirinale e la riforma della legge elettorale. Rispondendo alle speculazioni su una sua possibile ascesa al Colle, la seconda carica dello Stato ha chiarito di non ambire a quel ruolo. Ha spiegato che chi lo conosce sa bene quanto non gli piacerebbe, ritenendo di svolgere già bene il suo attuale incarico e preferendo mantenere i propri spazi. Al Quirinale, ha aggiunto, si sentirebbe più solo, ammettendo inoltre, senza alcuna presunzione, che non sarebbe affatto facile trovare il giusto consenso attorno al suo nome.

La Russa ha poi colto l'occasione per difendere la premier Giorgia Meloni dalle polemiche emerse negli ultimi giorni, definendo di un'ovvietà incredibile la sua recente affermazione in merito alla Presidenza della Repubblica. Ha ricordato che la leader di Fratelli d'Italia ha semplicemente dichiarato una speranza, che fa sua: «Spero che prima o poi ci sia un presidente della Repubblica non di sinistra». A tal proposito, ha respinto con forza le accuse di chi vede in queste parole una minaccia alle istituzioni, ponendo un interrogativo diretto: «È un attentato alla Costituzione pretendere che il presidente della Repubblica non sia di un colore piuttosto che di un altro?».

Spostando l'attenzione sulla nuova legge elettorale in discussione alla Camera, La Russa ha smentito categoricamente le accuse di chi, "in malafede", sostiene che il centrodestra stia forzando la mano solo per garantirsi la vittoria. L'obiettivo reale della maggioranza è scongiurare lo stallo, poiché il pareggio rappresenta lo scenario peggiore per l'Italia. Ha chiarito che la sua coalizione preferisce governare con una vittoria netta o, in alternativa, sedere all'opposizione. Il meccanismo in via di approvazione prevede infatti un premio di maggioranza per la coalizione che supera la soglia del 42%, una percentuale che i sondaggi danno alla portata di entrambi i principali schieramenti, garantendo a chi ottiene anche solo un voto in più la possibilità di governare stabilmente.

Infine, il presidente del Senato ha lanciato una dura stoccata al centrosinistra, chiedendosi i motivi di un'opposizione così feroce alla riforma. Secondo la sua analisi, la sinistra punterebbe a mantenere la possibilità di vincere o pareggiare semplicemente per assicurarsi maggiori chance di restare al potere. La Russa ha concluso sottolineando come, per decenni, gli avversari politici siano stati abituati a governare più facilmente approfittando dell'instabilità e del "mare magnum" parlamentare, mentre le loro rare vittorie nette si sono spesso tradotte in cadute premature.

Ha poi parlato della Commissione di vigilanza Rai: «Io tre mesi fa ho fatto una proposta che è ancora valida per uscire dallo stallo. Come sempre ci vuole un compromesso. Dico al centrodestra: ritirate Agnes. Dico alla sinistra: volete un presidente di garanzia? Fate una rosa di nomi che la sottopongo io al centrodestra e provo anche a cercare un nome di garanzia. Non potete però chiedermi che per fare entrare uno di garanzia ne debba uscire uno di centrodestra che fa perdere l’equilibrio dei numeri. D’altra parte, se un nome lo suggerissi io verrebbe subito classificato come fascista. Se loro domani ci danno una rosa di nomi accettabile per il centrodestra io provo a trovare la quadra».