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L'intervista

Bersani: «Per il Quirinale servono i valori della Costituzione, non forzature elettorali»

La nuova legge elettorale rischia di alterare gli equilibri costituzionali e di sottrarre la scelta ai cittadini

05 Luglio 2026, 09:18

09:20

Bersani: «Per il Quirinale servono i valori della Costituzione, non forzature elettorali»

In un’intervista a La Repubblica, l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani richiama il profilo richiesto al futuro capo dello Stato: "In Italia fai il presidente se indossi i valori della Costituzione come un abito su misura. È questo che ti consente equilibrio e terzietà, un rapporto intimo con la Costituzione".

Un requisito, avverte, che non può essere eluso: "È un problema non aggirabile, a meno che non si proceda ad un’avventura, e cioè a una manomissione dei meccanismi elettorali".

Alla domanda se l’ipotesi di modificare la legge elettorale sia finalizzata a spingere "un erede del Msi al Colle", Bersani replica: "Loro ci stanno provando, io li sconsiglierei vivamente perché penso vadano incontro a un problema serio. Che riguarderebbe anche l’Italia e tutti noi. Quello che devono essere capaci di fare è: portare un nome che abbia un rapporto intimo con la Costituzione antifascista. Questa è la garanzia di terzietà".

Sul testo di riforma elettorale in discussione, l’ex leader dem parla senza giri di parole: "Ci sono due mega vergogne. Una è la rottura dell’equilibrio costituzionale, perché si tratta di una legge che — per come è formulata — fa decidere ad una cosiddetta maggioranza, che è in realtà netta minoranza nel Paese, su questioni come gli equilibri costituzionali e le funzioni di garanzia. Secondo: sottrae ogni possibilità di decisione al cittadino".

Bersani interviene anche sul ruolo del generale Roberto Vannacci nel panorama politico: "Vannacci è per caso alternativo alla destra? No, è concorrenziale", osserva. E aggiunge: "Quello che fa è mettere più pepe sugli stessi slogan di Meloni e Salvini. Quello che dobbiamo fare noi, è combatterli tutti e tre".

Guardando al campo progressista, Bersani sollecita un percorso comune tra Pd, M5S e Avs: "I tre soggetti protagonisti dell’alleanza, Pd, M5S e Avs, devono avviare un’estate di lavoro per dare risposta a tre cose. Chi siamo noi? Cioè, i valori. Quindi mettiamo in campo un percorso di allargamento e di dialogo con tutti i soggetti politici interessati, ma soprattutto di partecipazione diffusa nel Paese. Questo è il nostro autunno, perché le cose possono accelerare".

Quanto alle primarie, apre a ogni opzione: "Si può fare tutto. E se anche le primarie ci saranno, dovranno arrivare a valle di un processo di aggregazione, di unificazione".