il dibattito
Tensione a Palazzo Cavarretta a Trapani: Pug, bilanci e l'ombra della mozione di sfiducia
Fissato il calendario delle sedute consiliari, sullo sfondo tensioni politiche e la minaccia di mandare a casa il sindaco
A Palazzo Cavarretta si torna in aula. Ieri la conferenza dei capigruppo ha fissato date e ordine del giorno. Sedute consiliari previste per il 13, 16 e 20 luglio. Tra gli argomenti, proposte deliberative propedeutiche alla successiva trattazione del bilancio 2026, certamente rilevante la delibera riguardante il documento preliminare al Piano Urbanistico Generale. Lunedì prossimo si dovrebbe intanto cominciare con l'approvazione del regolamento della costituenda consulta comunale giovanile. Altro regolamento da discutere quello sull'uso dei beni confiscati alla mafia, assegnati al Comune.
Torna all'ordine del giorno anche la relazione sull'attività della terza annualità di mandato del sindaco Giacomo Tranchida. L'ipotesi è quella di affrontarla nella seduta del 20 luglio, ma con il punto interrogativo. Il sindaco aveva chiesto al presidente del Consiglio comunale di concordare, per le vie istituzionali, la data migliore per il primo cittadino per essere presente. Ma questo passaggio pare non ci sia stato.
L'attività del Consiglio comunale riprende in uno scenario politico teso. Sul tavolo del segretario generale Panepinto, è stata trasmessa dal presidente Mazzeo una nuova richiesta di decadenza: a scrivere una elettrice che a norma di regolamento ha contestato le presunte tre assenze consecutive del consigliere Toto Braschi (sempre per le famose sedute consiliari straordinarie di ottobre, per le quali sono pendenti altre cinque analoghe proposte, tutte per esponenti della maggioranza). Braschi ufficialmente non ha ricevuto nulla, ma della notizia già da giorni si parla nei corridoi di Palazzo Cavarretta. Il presidente Mazzeo, invece, ieri, durante la conferenza dei capigruppo, ha nuovamente ribadito l'intenzione di presentare "anche da solo" la mozione di sfiducia contro il sindaco. "La considero - ci ha spiegato - naturale conseguenza di quello che è accaduto. Il mio gruppo (Trapani Tua, ossia Lega di Turano, ndr) è uscito dalla maggioranza, avremmo potuto scegliere la via di una opposizione costruttiva, ma siamo stati assaliti da insulti dal primo cittadino, non c'è possibilità di colloquio".
Ma tra le file dell'opposizione cova incertezza, servono in aula 15 voti, e l'opposizione nemmeno è compatta. Non è sulla via della mozione di sfiducia, per adesso, il leader di FdI, Maurizio Miceli. Vuol stare "con i piedi per terra": "Una sfiducia ... si presenta quando ci sono i numeri per approvarla, non per fare una passerella. Presentarla sapendo già che verrebbe bocciata significherebbe fare un favore al sindaco e, per di più, impedire di riprovarci per un anno. Preferisco usare gli strumenti seri al momento giusto, piuttosto che fare un gesto solo per raccogliere qualche applauso".