Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
8 luglio 2026 - Aggiornato alle 13:23
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Nel Catanese

Aci Catena, il saluto social della sindaca sfiduciata Ferro: «Un insulto riceve più attenzione di un risultato»

In una lettera aperta alla cittadinanza l'ex primo cittadino fa le sue riflessioni sulla fine forzata del suo mandato, tra amarezza e serenità

08 Luglio 2026, 10:37

10:38

Sfiducia e commiato: la lettera di Margherita Ferro, addio da sindaca di Aci Catena

Margherita Ferro

Lettera aperta alla cittadinanza dall'ormai ex sindaca di Aci Catena Margherita Ferro che affida ai social il suo commiato ufficiale alla città. La sfiducia, che in Comune era già nell'aria, è arrivata la sera dello scorso 2 luglio quando con 12 sì, tra i 15 presenti, e 3 no, il Consiglio ha di fatto destituito la prima cittadina che era stata eletta nel giugno del 2022 con il 52% dei voti, risultato di un successo consolidato ottenuto con il sostegno di sette liste civiche e l'appoggio del Centrosinistra. Poi, lo scorso 12 giugno, la scelta della sindaca di aderire alla Lega aveva provocato un primo "terremoto" politico nel paese alle pendici del vulcano con le dimissioni di 4 assessori e con il passaggio di 8 consiglieri di maggioranza tra le fila dell’opposizione.

Oggi l'ora dei saluti segnata da una lunga lettera in cui la Ferro non nasconde la sua amarezza ma al tempo stesso si dice serena per il suo operato.

"Care concittadine, cari concittadini, scrivere queste parole non è semplice. Chi sceglie di amministrare una comunità sa che prima o poi dovrà affrontare il giudizio della politica e dei cittadini. Fa parte della democrazia e l'ho sempre accettato con rispetto.

Ma c'è una riflessione che sento il dovere di condividere con voi, al di là delle vicende che hanno interrotto il mio mandato.

Fare il Sindaco, oggi, è probabilmente una delle responsabilità più difficili che si possano assumere.

Il Sindaco continua a essere il volto più vicino ai cittadini, la prima persona alla quale ci si rivolge per ogni problema. Ma molte delle difficoltà che attraversano le nostre comunità – dalla crisi economica al disagio sociale, dall'aumento del costo della vita alla sicurezza – non dipendono dalle decisioni di un Comune.

Eppure è sul Sindaco che si concentrano aspettative, delusioni, rabbia e speranze.

È una responsabilità enorme, che richiede equilibrio, coraggio e, soprattutto, la forza di prendere decisioni che non sempre sono popolari ma che possono essere giuste.

In questi anni ho cercato di farlo con onestà, senza promettere ciò che non avrei potuto mantenere e senza inseguire il consenso facile.

Ho scelto di rispettare le regole anche quando sarebbe stato più conveniente ignorarle.

Ho preferito costruire percorsi duraturi piuttosto che raccogliere applausi momentanei. So che questo può avere un prezzo.

Viviamo anche in un tempo in cui i social network hanno cambiato profondamente il dibattito pubblico. Sono strumenti preziosi quando informano e avvicinano le persone, ma possono diventare anche luoghi dove la verità viene deformata con facilità.

Una notizia falsa corre più veloce di una spiegazione. Un insulto riceve più attenzione di un risultato. Una ricostruzione distorta spesso prevale sui fatti.

Ed è questo che mi lascia un profondo rammarico. Non per me, ma per Aci Catena. Perché una comunità non cresce se si abitua a credere alle narrazioni anziché alla realtà, se il confronto lascia spazio all'aggressività, se il rumore delle polemiche copre il lavoro silenzioso di chi ogni giorno prova a costruire qualcosa.

Il mio amore per Aci Catena non è mai stato uno slogan. È stato ogni scelta compiuta per proteggerla, ogni progetto pensato per valorizzarla, ogni decisione presa con l'unico obiettivo di lasciarla migliore di come l'avevo trovata.

Ho sempre creduto che il compito più importante di un'Amministrazione fosse quello di restituire ai nostri giovani il senso di appartenenza alla propria terra, la consapevolezza della propria storia e l'orgoglio della propria identità culturale. Perché senza identità non esiste futuro.

Naturalmente non tutto è stato perfetto. Chi amministra sbaglia, corregge, ricomincia. Ma ogni scelta è stata assunta con serietà, coscienza e amore per questa comunità.

Lascio questo ruolo con l'amarezza di chi avrebbe voluto completare il lavoro iniziato, ma anche con la serenità di chi sa di aver servito la propria città con lealtà, senza mai anteporre interessi personali a quelli della collettività.

Ringrazio chi mi ha sostenuta, chi mi ha criticata con rispetto e persino chi non ha condiviso le mie scelte, perché il confronto, quando è sincero, aiuta sempre a crescere.

Aci Catena merita una politica capace di unire più che dividere, di costruire più che demolire, di parlare alla coscienza dei cittadini prima ancora che ai loro umori.

Io continuerò ad amarla come ho sempre fatto. Perché si può lasciare un incarico, ma non si smette mai di appartenere alla propria comunitàConserverò sempre l'orgoglio di aver avuto l'onore di essere la vostra Sindaca.

Con affetto e gratitudine".