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Ambiente e spiagge

Fronte comune contro il Pudm: gli ambientalisti lanciano un «contro-piano costiero»

In vista dell'arrivo di Goletta Verde in Sicilia, hanno presentato tre pacchetti di osservazioni formali al Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime del Comune di Messina, chiedendone l'immediato stop

08 Luglio 2026, 19:13

19:21

Fronte comune contro il Pudm: gli ambientalisti bocciano  lanciano un «contro-piano costiero»

Si è svolta stamattina, in occasione delle iniziative che precedono l’arrivo della Goletta Verde, che approderà in Sicilia dal 14 al 18 luglio, la conferenza stampa promossa dal cartello delle associazioni ambientaliste con il contributo del mondo della ricerca scientifica per illustrare le osservazioni congiunte depositate al Pudm (Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime) del Comune di Messina.

All'incontro hanno preso parte figure chiave dell'ambientalismo e della scienza del territorio: Daniele Ialacqua (circolo Legambiente Messina), Aurora Notarianni (in rappresentanza di Wwf, Greenpeace, Lipu e Man), Gianni Mento (ambientalista storico dell'Associazione "Il Gabbiano") e Salvatore Granata (Osservatorio sull'erosione delle spiagge della provincia di Messina). Fondamentale il contributo scientifico di Giovanni Randazzo (presidente del Gnrac - Gruppo Nazionale per la Ricerca ambientale costiera) e di Alessandro Crisafulli (botanico e ricercatore dell'università di Messina).

Le critiche: «Pianificazione ecologica, non un catalogo di offerte ai privati»

«Il messaggio emerso stamattina è netto - scrivono gli ambientalisti in una nota -: il Pudm non può e non deve ridursi a un mero strumento di regolazione geometrica degli spazi da dare in concessione per fini economici. Al contrario, ha il dovere di pianificare il delicato e fragile rapporto tra l'ambiente marino, le spiagge, la terraferma e le comunità residenti, traguardando la tutela della risorsa e della biodiversità nell'interesse delle attuali e delle future generazioni».

«Purtroppo, denunciano le associazioni, l'approccio del Pudm di Messina è totalmente improntato allo sfruttamento economico selvaggio. Il piano ignora l'inestimabile patrimonio di biodiversità e di bellezza paesaggistica dello Stretto, dettagliatamente illustrato durante la conferenza dalle slide botaniche di Crisafulli».

Le associazioni hanno evidenziato che l'attuale proposta contiene previsioni in palese incompatibilità con il Piano Paesaggistico Regionale e con habitat di rilievo europeo. Viola la normativa regionale (L.R. 78/76) che impone il vincolo di inedificabilità assoluta e vieta impianti non amovibili a meno di 150 metri dalla battigia. Si sovrappone pericolosamente, depotenziandoli, ai valori e ai vincoli già tutelati all'interno della Riserva Naturale di Capo Peloro. Non tiene in alcun conto la reale evoluzione dinamica delle spiagge e si basa su cartografie incerte e approssimative che "cancellano" i siti di interesse naturale: su oltre 60 chilometri di costa messinese, il piano censisce infatti un solo sito naturale di appena poche centinaia di metri.

La richiesta formale all'Amministrazione Comunale è stata dunque «quella di fermare immediatamente l'iter di questo piano - hanno continuato - e avviarne una totale riscrittura basata su studi scientifici aggiornati, consultando realmente le espressioni e le competenze della società civile messinese.»

Nelle prossime settimane verranno avviate iniziative pubbliche di approfondimento aperte alla cittadinanza. Nel frattempo, le associazioni presenti stamattina hanno siglato un patto d'azione: si riuniranno stabilmente in un tavolo tecnico permanente per elaborare una proposta di Pudm alternativa, un contro-piano partecipato che metta al primo posto la natura, l'ecologia e la bellezza della costa messinese.