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Il dibattito

L’Archivio di Stato al “Margherita”, la proposta tra impasse e speranza

L’ipotesi del soprintendente riaccende il dibattito sul recupero dell'ex ospedale

09 Luglio 2026, 18:42

18:51

L’Archivio di Stato al “Margherita”, la proposta tra impasse e speranza

Il possibile trasferimento dell’Archivio di Stato nella futura Cittadella della Cultura, ipotesi prospettata dal soprintendente ai Beni culturali, Orazio Micali, riaccende le speranze di riportare in città il patrimonio librario e documentario attualmente custodito in un deposito di Riposto. Si tratta, tuttavia, di uno scenario ancora tutto da verificare, con tempi di attuazione non definiti e destinati a essere lunghi.

La vicenda riporta l’attenzione anche sul destino dell’ex ospedale Regina Margherita. Il complesso di viale della Libertà, in stato di abbandono da anni, era stato individuato dalla Regione già nel 2015 come sede di un polo culturale. L’area è stata trasferita nella disponibilità dell’assessorato regionale alla Cultura, ma sul progetto di riconversione, più volte annunciato e già dotato di copertura finanziaria, sembra essere calato il sipario. Il 2026 si era aperto con quella che sembrava una svolta decisiva: la pubblicazione della gara d’appalto da 11 milioni di euro per il recupero del padiglione 10, destinato a ospitare la Biblioteca regionale universitaria. A marzo, però, l’iter ha subito una brusca battuta d’arresto. La procedura è stata sospesa per una questione di natura tecnica e amministrativa legata al trasferimento delle competenze all’Ufficio regionale di committenza di Messina, l’ex Urega, cui spetta il compito di ripubblicare il bando.

A quattro mesi dallo stop, però, non si registra alcun passo avanti. Nei prossimi giorni è prevista la convocazione di un tavolo tecnico, ma il percorso che, nelle intenzioni di Palazzo d’Orléans, dovrebbe portare al recupero dello storico ospedale, chiuso nel 1998, si preannuncia lungo e complesso. Il tempo scorre e il Margherita resta ostaggio del degrado. L’area è facilmente accessibile e rappresenta un potenziale pericolo per la collettività. I padiglioni sono stati più volte vandalizzati e danneggiati anche da incendi. I corridoi e gli ambienti che un tempo ospitavano servizi per la sanità restituiscono uno scenario spettrale, simbolo delle difficoltà che troppo spesso accompagnano la realizzazione dei progetti annunciati.

Messina continua ad attendere il recupero di uno spazio di grande valore storico e strategico, un luogo dalle enormi potenzialità che resta ancora inutilizzabile. L’unica nota positiva arriva dal fronte dei primi interventi propedeutici alla riqualificazione. Il Genio civile ha affidato all’impresa Icpa Srl di Agrigento l’esecuzione delle prove strutturali e geognostiche nei padiglioni 1, 2 e 3, destinati a diventare spazi museali. I risultati delle indagini consentiranno di completare la progettazione. L’approvazione del progetto esecutivo è prevista entro la fine dell’anno, mentre l’avvio dei lavori dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2027. Nei tre padiglioni troveranno spazio il Museo Archeologico, il Museo del Terremoto del 1908 e alcuni uffici. Gli interventi potranno contare su un finanziamento complessivo di quasi 18 milioni.