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Palazzo Chigi

Meloni accelera sull'agenda di governo: "dossier in patria" e sicurezza le priorità

Screening dei provvedimenti da chiudere entro la fine della legislatura e vertice su sicurezza e caos ferroviario

09 Luglio 2026, 21:24

21:30

Meloni accelera sull'agenda di governo: "dossier in patria" e sicurezza le priorità

Giorgia Meloni, premier

C'è un programma da completare e situazioni critiche da gestire. Giorgia Meloni in questa fase ha messo in cima alla sua agenda i dossier di politica interna. Lo dimostra l’input dato agli uffici di Palazzo Chigi e ai Ministeri di eseguire uno screening degli obiettivi e dei provvedimenti rimasti in sospeso, per individuare quelli da portare a termine prima della fine della legislatura. Ma anche la riunione, convocata al ritorno da Ankara, con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e alcuni ministri, per affrontare il tema della sicurezza, estesa anche al caos lungo le linee ferroviarie, tra le cui cause il leader leghista ha indicato anche «il terrorismo», oltre a «disagi, chi ruba rame, chi trancia cavi».

Il confronto si è tenuto nel pomeriggio, all’indomani del vertice Nato in Turchia, dove Meloni ha sostanzialmente annunciato un cambio di passo spiegando che lunedì, per occuparsi dei «dossier in patria», si farà rappresentare dal vicepremier Antonio Tajani al vertice dei Volenterosi sull'Ucraina a Parigi. «Nessun disimpegno sull'Ucraina ma non mi posso permettere un disimpegno sull'Italia», la puntualizzazione della presidente del Consiglio che più volte, in passato, ha difeso le sue numerose missioni internazionali, spiegando che «la politica estera è maledettamente indispensabile per quella interna, ancora di più nei momenti di crisi».

Lo scenario globale continua a destare preoccupazione ai piani alti del governo. Ma in Italia la politica è entrata in una nuova fase. Dentro la maggioranza si parla apertamente di campagna elettorale di fatto, a prescindere se si andrà a votare a scadenza naturale (autunno 2027) o prima. Nei sondaggi si constatano, fra l’altro, la critica che monta verso Donald Trump, con cui Meloni ha congelato il rapporto, nonché la crescita di Futuro nazionale e dell’appeal dei cavalli di battaglia di Roberto Vannacci, a partire dalla remigrazione. Anche se il generale, come ribadisce Giovanni Donzelli, per FdI è «un avversario», è «tra coloro che vogliono far cadere il primo governo di destra».

Dopo la selezione dei provvedimenti rimasti in sospeso arriverà la decisione politica di scegliere quelli su cui puntare negli ultimi mesi di governo. Facile scommettere che qualcuno riguarderà la sicurezza (tema che si intreccerà con quello dell’aumento delle spese per la difesa) o l’immigrazione, dossier su cui la premier rivendica un impatto in Ue anche alla luce della proposta della Commissione di un nuovo regime di sanzioni contro il traffico di migranti: «Volevamo cambiare l'approccio europeo sull'immigrazione, renderlo più concreto, più responsabile e più attento alla sicurezza dei cittadini. I fatti dimostrano che questa direzione sta prendendo forma».

Per l’esecutivo è anche la fase che precede la manovra, l'ultima della legislatura. Se a settembre l’Italia dovesse uscire dalla procedura di infrazione, e a maggior ragione se calassero le tensioni in Medio Oriente, potrebbe essere espansiva, al netto del fatto, sottolineano dentro FdI, che sarà l'ultima in cui impatteranno le spese per il superbonus. In parallelo prosegue il confronto con la Commissione Ue, per la definizione delle misure che potranno beneficiare della flessibilità aggiuntiva concessa per la crisi energetica.

Meloni deve fare anche i conti con il pressing degli alleati su alcuni dossier. La Lega ha presentato una proposta di legge sulla Zes al Nord, che richiede «una copertura prevista di 3 miliardi», quando quella del Mezzogiorno è «intorno ai 4». E subito FI ha rilanciato: «Il governo porti in Cdm l’estensione della Zona economica speciale, per ciò che concerne le semplificazioni connesse, alle regioni del Centro e del Nord Italia che ancora non hanno questo strumento. Per le imprese è fondamentale».