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il dibattito

Voto fuori sede sbloccato: emendamento del centrodestra e sfida politica sulla legge elettorale

La Lega accetta compromessi sulle preferenze e i moderati chiedono un voto al centro per garantire governabilità

10 Luglio 2026, 12:53

13:00

Elezioni Ragusa

Elezioni Ragusa

La maggioranza depositerà un emendamento alla legge elettorale per consentire il voto agli elettori fuori sede. “Su questo tema siamo sempre stati d’accordo, ma erano emerse difficoltà sul sistema di voto. In commissione ci eravamo impegnati a trovare una soluzione con una proposta ad hoc e la proposta è arrivata: la maggioranza mantiene l’impegno”, sottolinea Angelo Rossi, relatore di Fratelli d’Italia della riforma.

“In giornata presentiamo l’emendamento alla legge elettorale che permetterà ai cittadini fuori sede di votare anche per le elezioni politiche, i referendum e le europee. È una vittoria”, si legge in una nota congiunta di Fabio Roscani (Fratelli d’Italia), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Forza Italia) e Maria Chiara Fazio (Noi Moderati).

“Per la prima volta nella storia d’Italia è la maggioranza di centrodestra a compiere un passo concreto e strutturale per garantire a studenti e lavoratori lontani dal Comune di residenza la possibilità di esercitare il diritto di voto senza dover affrontare costi e disagi. Era un impegno assunto e oggi lo manteniamo con serietà e concretezza. Dopo le sperimentazioni per europee e referendum, alle parole seguono i fatti: quando si lavora con determinazione si possono dare risposte attese da anni. Ora vedremo se tutti avranno le stesse intenzioni: la sinistra sottoscriverà questo emendamento, contribuendo a rendere il voto più accessibile per i fuori sede, oppure continuerà a tentare di affossare la riforma della legge elettorale per interessi di partito?”.

Sulla riforma interviene anche Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ai microfoni di Radio 24 (24 Mattino): “Matteo Salvini ha sempre detto che lui, direttamente, non sta seguendo il dossier elettorale. Per la Lega la legge elettorale non è mai stata una priorità, e questo è noto, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da Fratelli d’Italia, da Giorgia Meloni. Siamo arrivati a un testo di compromesso dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello con i collegi uninominali. In nome della eventuale futura governabilità, che questa legge si pone come obiettivo, ci abbiamo rinunciato. Pensiamo che oggi ricambiare il testo su un tema sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato. Detto questo, come ha ribadito il segretario, stanno lavorando i nostri esperti — per noi c’è Roberto Calderoli — e vedremo se si troverà una mediazione. Però la vedo molto difficile. Incaponirsi sulle preferenze non ha molto senso. Le preferenze le abbiamo sempre prese tutti, quindi non è un tema di paura: è che le preferenze portano un modello diverso che, ricordiamo, gli italiani hanno detto di non volere più con i referendum di Segni a inizio anni ’90. Abbiamo poca memoria storica in questo Paese”.

Dal fronte centrista, la deputata di Azione Elena Bonetti, ospite di Agorà Estate su Rai 3, condotta da Giulia Di Stefano, afferma: “L’unico voto utile per gli elettori moderati, per il ceto medio, per le imprese e per i giovani sarà un voto al centro, con l’obiettivo di non far scattare la soglia per il premio di maggioranza. A quel punto, in Parlamento si potrà costruire un governo con pragmatismo, visione, concretezza e competenze per accompagnare l’Italia in una fase di transizione strategica”.

Sulla legge elettorale aggiunge: “Come andrà a finire oggi non è chiaro, perché anche questa volta, sbagliando, la maggioranza sta costruendo una legge per massimizzare le probabilità di vincere le prossime elezioni. La storia insegna che questo obiettivo non si raggiunge mai. È una legge che cristallizza un meccanismo che non funziona: quando, per cercare ciò che unisce, si arriva al niente, si può anche trovare un programma condiviso, ma poi non si è in grado di fare un governo efficiente che risolva davvero i problemi. A sinistra non c’è accordo sull’energia, né sul piano politico-sociale; a destra vale lo stesso. Per evitare che la destra sia sotto il ricatto di Vannacci e la sinistra sotto quello di Di Battista, che scenderà in campo, l’unico voto utile per moderati, ceto medio, imprese e giovani sarà proprio un voto al centro”.