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Politica

Scicli e la mancata approvazione del Pug, le opposizioni: "Grave sconfitta politica dell'amministrazione"

Buscema, Micarelli e i due Mirabella chiariscono perché non hanno approvato l'importante atto presentato in aula dalla giunta Marino

12 Luglio 2026, 12:43

12:50

Scicli e la mancata approvazione del Pug, le opposizioni: "Grave sconfitta politica dell'amministrazione"

Il Municipio di Scicli

La mancata approvazione in Consiglio comunale del preliminare del Piano urbanistico generale (Pug) è stata definita dalle opposizioni un passaggio di grande rilievo politico per la città.

La mancata approvazione in Consiglio comunale del preliminare del Piano urbanistico generale rappresenta un fatto politicamente molto rilevante per la nostra città. Il sindaco ha portato in aula uno degli atti più importanti per il futuro del territorio senza riuscire a garantirne l’approvazione, nemmeno nella sua fase preliminare. Un passaggio che, proprio perché iniziale, avrebbe dovuto rappresentare il momento più semplice e condivisibile del percorso: eppure neanche questo è stato approvato, segno evidente di una profonda debolezza politica e di una gestione incapace di costruire consenso persino sul minimo indispensabile”.

Così sottolineano i consiglieri comunali di opposizione Marianna Buscema, Sabrina Micarelli, Felicia Mirabella e Bruno Mirabella.

Per i quattro esponenti di minoranza, si tratta di un esito che chiama direttamente in causa il primo cittadino.

“Si tratta di una grave sconfitta politica – aggiungono – della quale Marino dovrebbe assumersi fino in fondo la responsabilità, anche valutando le conseguenze sul piano istituzionale. Come consiglieri di opposizione abbiamo scelto consapevolmente di non votare questo atto, per due ragioni fondamentali.

La prima riguarda il metodo. La città non è stata adeguatamente coinvolta. Non è stato organizzato alcun incontro pubblico, nonostante le richieste avanzate più volte da cittadini, associazioni e forze politiche. Ci chiediamo se un percorso di concertazione avviato nel 2020 possa davvero considerarsi ancora sufficiente oggi. È questo il modo di costruire uno strumento così strategico, anche nella sua fase preliminare? Perché si è scelto di non aprire un confronto pubblico, ampio e partecipato?

La seconda ragione riguarda il rispetto dovuto ai cittadini. In molti si sono sentiti esclusi da un percorso decisionale che inciderà profondamente sul futuro della città. Per questo la nostra astensione è un segnale politico chiaro: su temi così importanti non è accettabile chiudersi in un atteggiamento di autosufficienza e arroganza istituzionale. ”

La richiesta, concludono, è di imprimere una svolta nel metodo e nell’impostazione del percorso. “Se il Pug è davvero uno strumento fondamentale per lo sviluppo della città, allora è necessario cambiare passo: ascoltare la comunità, aprire un confronto vero e garantire trasparenza nei processi decisionali. Solo così si può costruire una visione condivisa e credibile del futuro” concludono i quattro consiglieri.