Emergenza acqua
Crisi idrica, ANAFePC suona la sveglia: "Consigli aperti ai cittadini per chiedere fondi alla Regione"
L'Associazione ha invitato i sindaci e i presidenti del Consiglio comunale di 11 città siciliane a convocare assemblee straordinarie e aperte per chiedere unitariamente più risorse
Consigli comunali aperti alla cittadinanza per definire un documento per chiedere più risorse alla Regione contro la crisi idrica. È la proposta di ANAFePC (Accademia Nazionale per l'Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Sociale e del Lavoro), che dopo essersi rivolta a nove procure siciliane, adesso indirizza una richiesta a 11 consigli comunali siciliani (tra cui Agregento, Enna e Caltanissetta), per avviare “una seconda fase di mobilitazione istituzionale a tutela dei cittadini e dei territori colpiti dalla crisi idrica”, scrivono in una nota. Perché i Comuni: “Perché subiscono direttamente gli effetti di una rete infrastrutturale che necessita di interventi urgenti, ANAFePC, Lavoro e Sociale, ritiene indispensabile coinvolgere formalmente il tessuto sociale, aprendo le aule consiliari a chi vive quotidianamente i danni economici e sociali dell'emergenza”.
Una crisi non solo climatica, ma soprattutto gestionale: “La crisi non riguarda solo la Sicilia – scrivono –. Anche nel Nord Italia la situazione del Po dimostra che le cause non dipendono esclusivamente dai cambiamenti climatici, ma anche da criticità gestionali e infrastrutturali. La rete idrica disperde grandi quantità d'acqua, mentre agricoltura e industrie a monte effettuano prelievi significativi. L'assenza di una gestione unitaria della risorsa consente alle regioni a monte di trattenerla, lasciando il delta in sofferenza. Inoltre, i vecchi scavi industriali hanno abbassato il fondale del fiume, favorendo la risalita dell'acqua marina”.
Per questo ANAFePC ha inviato una richiesta urgente ai sindaci e ai presidenti dei Consigli comunali di Agrigento, Sciacca, Canicattì, Racalmuto, Licata, Caltanissetta, Gela, Enna, Piazza Armerina, Termini Imerese e Caltagirone affinché convochino un Consiglio comunale straordinario e aperto con la partecipazione dei cittadini, dei rappresentanti del comparto agricolo e delle parti sociali: “La grave carenza idrica stia compromettendo i servizi essenziali, le abitazioni, le attività produttive e l'intero settore agricolo”.
“Non possiamo più considerare questa crisi una semplice emergenza né attribuirla esclusivamente al cambiamento climatico”, dichiara il vice presidente di ANAFePC, Maurizio Cirignotta. Che continua: “Famiglie e agricoltori hanno diritto a soluzioni strutturali. Chiediamo ai sindaci di fare fronte comune con i cittadini per avanzare una richiesta unitaria al Governo regionale e nazionale”.
“I Consigli comunali aperti rappresentano lo strumento democratico più idoneo per raccogliere le esigenze dei territori e definire un documento condiviso”, afferma il Presidente Calogero Coniglio. “Solo un atto ufficiale, sottoscritto da undici importanti Comuni siciliani, potrà avere la forza politica e istituzionale necessaria per ottenere fondi straordinari e l'immediata apertura dei cantieri sulle reti idriche”.