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Elezione diretta per le province: in Sicilia la Lega punta sull'elezione diretta
Il segretario regionale leghista Germaà spinge per un iter rapido e senza intoppi al Parlamento regionale per sbloccare l'impasse degli enti locali
"Non va più perso tempo". Il messaggio che giunge dai vertici regionali della Lega è netto: le ex Province siciliane devono tornare nelle mani degli elettori.
Il Carroccio spinge per il ripristino dell’elezione diretta dei presidenti e dei consigli nei liberi consorzi e nelle Città metropolitane dell’Isola, annunciando di avere già pronto un disegno di legge da incardinare all’Assemblea Regionale Siciliana.
A indicare la rotta è Nino Germanà, senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia, che si fa portavoce della proposta normativa avanzata dal deputato all’Ars Vincenzo Figuccia e destinata a raccogliere la firma dell’intero gruppo parlamentare. L’obiettivo dichiarato è quello di "ripristinare la sovranità popolare" e rilanciare il decentramento amministrativo.
Secondo Germanà, i tempi sarebbero maturi per un iter senza ostacoli a Sala d’Ercole, forte di un "comune sentire" che attraverserebbe anche altre forze politiche.
Sul piano delle responsabilità politiche, il segretario leghista attacca il centrosinistra, bollando la riforma Delrio come "uno dei gravi errori della sinistra al governo".
Un affondo che si estende al tema del ritorno alle preferenze: per il senatore, "la sinistra predica bene e razzola male", dichiarandosi favorevole in linea di principio ma comportandosi all’opposto nei fatti.
Al centro della visione del Carroccio c’è la convinzione che la Regione fatichi ad assolvere alcuni compiti e che il territorio necessiti di enti intermedi dotati di poteri effettivi e responsabilità chiare, invece del depotenziamento registrato negli ultimi anni.
Per Germanà, le ex Province avrebbero meritato una "devoluzione di diverse competenze", in modo da garantire una gestione più vicina alle esigenze delle comunità locali.
La spinta riformatrice non si ferma agli enti di area vasta: i riflettori si accendono anche sui quartieri delle grandi città. Germanà sollecita infatti il rafforzamento delle circoscrizioni, oggi giudicate "inutili", da rendere realmente funzionali attribuendo loro poteri decisionali su materie specifiche.