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il dibattito

Chi di sfiducia colpisce, di sfiducia perisce: così a Mazzarino si tornerà alle urne il prossimo anno

Accuse di autoritarismo, polemiche su una targa e sul "posto occupato" e l'avvio di una campagna elettorale

14 Luglio 2026, 21:09

21:11

Two turbulent years of government, now there is a motion of no confidence against the mayor of Mazzarino.

Mimmo Faraci

Con il voto della sfiducia al sindaco Mimmo Faraci, che alcune ore prima si era dimesso e non ha partecipato alla seduta, si è chiusa un’esperienza politica durata due anni. Non è la prima volta che viene sfiduciato un sindaco. È successo nel 1999 toccò al sindaco Longone e il primo firmatario della sfiducia presentata dopo 16 mesi fu proprio Mimmo Faraci.

Ora è toccata a lui dopo due anni di scontro duro con il consiglio comunale dove dopo pochi mesi gli è venuta a mancare la maggioranza. Un epilogo politico amministrativo che è stato preceduto da una vigilia di accuse reciproche con due comizi, quello dei ficarriani e quello del sindaco con la sua vice con cornice contestuale di festeggiamenti degli avversari per la «liberazione dal tiranno».

Poi ieri mattina il sindaco e la sua vice Anna Comandatore (“a gilisa”, la chiamano) hanno dedicato le loro ultime energie a quell’aula consiliare dove alcune ore dopo sarebbe stata votata la sfiducia. Faraci ha fatto apporre davanti alla porta dell’aula una targa in ricordo di suo padre Francesco che nel 1977 realizzò i lavori in legno. Attirandosi ancora una volta le ire dei consiglieri che lo accusano di decidere da solo e in questo caso di fare anche ciò che è di competenza del consiglio. Anna Comandatore ha invece inaugurato dentro l’aula il «posto occupato» aderendo alla campagna nazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

L’esperienza politica di Faraci si è incrinata dopo lo strappo con il gruppo dei consiglieri «ficarriani» che lo hanno accusato di non aver rispettato i patti elettorali. «Il patto era che il gruppo del sindaco non avrebbe avanzato alcuna richiesta - ha detto Patrizia Pistone - e invece Mantione dopo la vice presidenza del consiglio ha voluto la quota rosa e poi voleva un altro assessorato. Hanno cercato un pretesto per rompere. Hanno accusato i ficarriani di illegalità ma siccome l’80% dei voti del sindaco sono nostri allora pure lui è illegale». Frizioni politiche e accuse di agire come un dittatore e di non aver rispettato il dialogo insieme al giudizio negativo sulla qualità dell’operato amministrativo e sui risultati conseguiti sono indicato come le cause che hanno portato alla sfiducia.

La versione di Faraci è invece quella di essersi comportato da uomo libero e di non aver abbassato la testa alle pretese del gruppo dei ficarriani. L’ormai ex primo cittadino sostiene di essere finito nel mirino di chi vuole privatizzare cimiteri, castello e impianti sportivi. Per le accuse che parte e controparte si sono lanciate nei comizi sono state annunciate querele.

Il dato certo in tutta questa vicenda è che il Comune di Mazzarino sarà gestito per 9-10 mesi da un commissario e che si apre una lunga campagna elettorale con l’ipotesi di almeno tre candidati: uno è Faraci, l’altro lo esprimeranno i suoi ex alleati ficarriani e un altro ancora i civici di Mazzarino lab che hanno già dichiarato come impossibile un’alleanza con i ficarriani e non hanno interesse verso il Faraci bis.