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Il sindaco di Gela presenta il bilancio del primo biennio: risanamento e investimenti, ma la città paga il conto delle fragilità
Al Comune c'è carenze di dirigenti ma ci sono altri tre temi spinosi che fanno da freno a mano
Terenziano Di Stefano si presenta stasera in aula con il bilancio del primo biennio di sindacatura.
Nel secondo anno di mandato il sindaco, in una relazione di 70 pagine, consegna un quadro amministrativo che alterna avanzamenti significativi e nodi ancora irrisolti, in una città che continua a muoversi dentro le conseguenze del dissesto finanziario. La relazione rivendica un percorso di consolidamento, ma lascia emergere con chiarezza le fragilità strutturali dell’Ente.
«Abbiamo affrontato il risanamento finanziario senza fermare gli investimenti», afferma il sindaco, indicando nell’approvazione dell’ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato il passaggio “storico” che dovrebbe restituire al Comune capacità di programmazione. È un risultato politico che la maggioranza considera decisivo, ma che si accompagna a un apparato amministrativo in sofferenza, con la cronica carenza di dirigenti e un Segretario Generale costretto a ricoprire più settori, situazione che ha generato tensioni interne e richiesto interventi correttivi della Giunta.
Il rapporto con il Ministero dell’Interno e la Cosfel resta uno dei punti più delicati: le richieste di assunzioni in deroga sono state respinte o rinviate, e alla data di giugno 2026 il Comune attende ancora un riscontro sulla possibilità di inserire tre figure dirigenziali. Una condizione che rallenta la macchina amministrativa e che il sindaco definisce «un ostacolo che va superato per garantire efficienza e continuità».
Sul fronte degli investimenti, l’Amministrazione rivendica il monitoraggio dei cantieri Pnrr e l’avvio di interventi su via Tevere, sul Stadio Comunale e sul PalaCossiga, mentre la pianificazione del demanio marittimo attraverso il Pudm viene presentata come strumento strategico per restituire alla città un rapporto moderno con il proprio litorale.
Tra i progetti di maggiore prospettiva emerge Sinapsi, definito dal sindaco «una delle più grandi opportunità di sviluppo del territorio». Ma accanto alle ambizioni, la relazione evidenzia anche le fragilità: la questione del Porto di Gela, ancora lontano da un pieno rilancio; la complessa vicenda della Ghelas Multiservizi, con contenziosi aperti, delibere di autotutela e debiti fuori bilancio non ancora approdati in Consiglio; la gestione del personale comunale, che continua a dipendere da soluzioni emergenziali.
Nel capitolo dedicato ai rifiuti, tema che resta centrale nella percezione dei cittadini, l’Amministrazione rivendica il mantenimento del Pef senza aumenti tariffari e sottolinea i risultati della raccolta differenziata, «stabilmente oltre il 65% e con un picco del 70% nel dicembre 2025». Ma dietro i numeri si intravede una realtà più complessa: il fenomeno dell’abbandono illecito continua a richiedere un sistema di videosorveglianza sempre più esteso, migliaia di verbali e denunce per reati ambientali. Il coordinamento tra Impianti Srr e Ghelas ha migliorato il decoro urbano, ma la gestione del ciclo dei rifiuti resta uno dei fronti più delicati, anche per le criticità ancora presenti nell’Ato in liquidazione e nella rete impiantistica.
La relazione affronta con maggiore nettezza un tema che tocca direttamente la vita quotidiana della comunità: la sanità con un sistema locale che non risponde ancora ai bisogni della popolazione. Il quadro che emerge dalla relazione è quello di una città che avanza tra progressi misurabili e questioni ancora aperte, con un’Amministrazione che rivendica il lavoro svolto ma riconosce che il rilancio pieno richiede tempo, risorse e una capacità politica di tenere insieme risanamento, legalità, servizi essenziali e partecipazione civica.
«Gela merita di essere protagonista del proprio futuro», afferma Di Stefano, ma la strada resta complessa e segnata da tante sfide.