INFRASTRUTTURE
Catania,, il nodo ferroviario con l'interramento dei binari rischia di restare senza fondi: cosa succede ora
Anthony Barbagallo (Pd) attacca: «Il Governo non lo finanzia, nemmeno la progettazione»
Il Nodo ferroviario di Catania rischia di restare senza copertura finanziaria, nemmeno per la fase di progettazione. È quanto denuncia il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera e segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo, secondo cui oggi il Governo avrebbe comunicato in commissione di non voler finanziare l'opera né stanziare le risorse necessarie alla sua progettazione esecutiva.
"Siamo nella parte finale della legislatura e i siciliani aspettano ancora la prima grande opera finanziata da Meloni e Salvini", ha dichiarato Barbagallo, definendo "incredibile" la risposta dell'esecutivo. Secondo il capogruppo dem, il Nodo di Catania rappresenterebbe oggi l'unico tratto dell'intera rete Ten-T privo di finanziamento, "dai Paesi scandinavi fino a Palermo".
Il progetto, che prevede l'interramento della linea ferroviaria per eliminare l'interferenza con il prolungamento della pista di Fontanarossa e un nuovo tracciato verso Catania Centrale, è considerato strategico per l'intera Sicilia orientale. RFI ne colloca il completamento oltre il 2029, mentre la prima fase, quella legata direttamente all'aeroporto, ha già visto l'aggiudicazione di un appalto da 13 milioni di euro nel maggio 2025 per le tecnologie dell'interramento, dopo il bando da oltre 404 milioni pubblicato nel dicembre 2022.
Barbagallo contesta in particolare la motivazione addotta dal Governo, che legherebbe l'avvio dei lavori del nodo ferroviario al completamento della metropolitana di Catania: "Una scusa banale, che certamente non prelude a nulla di buono", ha detto. Per il capogruppo Pd, anche solo il finanziamento della progettazione - con il coinvolgimento di amministrazioni locali e associazioni - avrebbe rappresentato "un passo importante": la mancata risposta del Governo resta invece "irricevibile". Barbagallo ha annunciato battaglia parlamentare su un'opera che considera "fondamentale non soltanto per la Sicilia orientale, ma per tutto il Mezzogiorno".
Resta il nodo di fondo, legato anche al futuro delle officine Circumetnea, il cui trasferimento dipende dal completamento della tratta metropolitana verso Misterbianco e Paternò, oggi ancora in lavorazione dopo la sospensione del servizio ferroviario dal 17 giugno 2024.