Montecitorio
Caso Delmastro, la Giunta dice no alle chat con l’uomo della Bisteccheria d’Italia
La proposta del relatore di Forza Italia Pietro Pittalis sarà ora sottoposta all’Aula della Camera. La Procura di Roma aveva chiesto l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza
La Giunta per le autorizzazioni della Camera si prepara a negare alla Procura di Roma l'acquisizione delle conversazioni intercorse tra il deputato di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia, nell'ambito dell'inchiesta sul caso della "Bisteccheria d'Italia". La proposta è stata avanzata dal relatore Pietro Pittalis (Forza Italia), che ha depositato le conclusioni chiedendo alla Giunta di riferire all'Aula "nel senso del diniego dell'autorizzazione al sequestro della corrispondenza".
La richiesta dei magistrati romani riguardava la possibilità di acquisire le chat tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e Caroccia, indagato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sui presunti interessi del clan Senese e già condannato in via definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni. Delmastro, che nel frattempo ha lasciato l'incarico di governo, non risulta indagato nel procedimento.
Al centro dell'indagine c'è la società proprietaria del ristorante romano "Bisteccheria d'Italia", attività nella quale Delmastro aveva detenuto delle quote. Gli investigatori, dopo il sequestro del telefono di Caroccia, avevano chiesto di poter esaminare anche i messaggi scambiati con il parlamentare di FdI per ricostruire eventuali rapporti e circostanze utili all'inchiesta.
La decisione della Giunta dovrà ora passare all'esame dell'Assemblea di Montecitorio. La questione rientra nell'ambito delle garanzie previste dall'articolo 68 della Costituzione, che stabilisce la necessità dell'autorizzazione parlamentare per il sequestro della corrispondenza dei deputati.
Nella relazione presentata da Pittalis, la linea sostenuta è quella del mancato via libera alla richiesta della Procura. Secondo l'impostazione del relatore, non ci sarebbero i presupposti per autorizzare l'acquisizione delle comunicazioni del parlamentare.
Il caso aveva già provocato conseguenze politiche per Delmastro, che ha lasciato il ruolo di sottosegretario alla Giustizia dopo le polemiche legate alla vicenda del locale romano. La Procura, invece, punta a utilizzare le conversazioni con Caroccia per gli approfondimenti investigativi sul presunto riciclaggio legato alle attività economiche finite sotto osservazione.
La partita si sposta adesso in Parlamento, dove il voto dell'Aula dovrà stabilire se confermare o meno il diniego proposto dalla Giunta per le autorizzazioni.