dibattito
San Cataldo, la ricetta dell'ex candidato sindaco prima degli accordi politici per le scadenze elettorali
Le indicazioni su tre argomenti che nel Nisseno devono essere tenuti in considerazione
«Prima della stesura dei programmi elettorali occorre definire una visione della società che si vuole costruire». È il messaggio lanciato dal professore Claudio Vassallo, già candidato sindaco di San Cataldo alle amministrative del 2021 (perse il ballottaggio con Gioacchino Comparato) e componente del coordinamento regionale del movimento Più Uno, che interviene nel dibattito politico in vista delle importanti scadenze elettorali del 2027. Secondo Vassallo, con l'avvicinarsi delle consultazioni per il rinnovo del Parlamento, della Presidenza della Regione Siciliana e di numerose amministrazioni comunali tra cui San Cataldo dove lui stesso potrebbe avere nuovamente un ruolo primario, il confronto pubblico sta tornando a concentrarsi sui programmi elettorali. Un'impostazione che, a suo giudizio, rischia però di ribaltare il corretto ordine delle priorità.
«Un programma – sostiene Vassallo – è uno strumento e non il fine della politica. Se manca l'obiettivo, finisce per diventare soltanto un elenco di interventi, spesso scollegati tra loro e privi di una reale efficacia». Per l'esponente di Più Uno il punto di partenza deve essere invece la visione, cioè il modello di società verso cui indirizzare l'azione politica. Vassallo richiama quindi il percorso avviato dal movimento fondato da Ernesto Maria Ruffini e condiviso, ricorda, anche dall'onorevole Bruno Tabacci, individuando nella cosiddetta politica dell'uguaglianza il principio guida sul quale costruire i futuri programmi. L'uguaglianza, evidenzia, non deve essere intesa soltanto come principio formale sancito dalla Costituzione, ma soprattutto come impegno concreto delle istituzioni a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e le opportunità dei cittadini. Tra gli esempi indicati vi è la sanità, dove Vassallo chiede di garantire gli stessi diritti di accesso alle cure in tutto il territorio nazionale, riducendo le differenze tra le regioni e contenendo i tempi delle liste d'attesa che, osserva, spesso costringono i cittadini a rivolgersi al settore privato o addirittura a rinunciare alle prestazioni.
Altro pilastro è l'istruzione, chiamata a recuperare il ruolo di «ascensore sociale», valorizzando merito e capacità e preparando le nuove generazioni alle trasformazioni determinate dall'intelligenza artificiale e dall'innovazione tecnologica. Sul fronte economico, infine, Vassallo richiama il modello delineato dalla Costituzione, nel quale la libertà d'impresa deve conciliarsi con l'utilità sociale e con la tutela del lavoro, attraverso politiche capaci di ridurre le disuguaglianze e garantire retribuzioni dignitose. «L'uguaglianza – conclude Vassallo – non è uno slogan ma una prospettiva politica complessiva. Il modo migliore per difendere la Costituzione non è soltanto invocarla, ma applicarne pienamente i principi».