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il caso

Cefpas, la mano di una deputata di Forza Italia dietro l'incarico di oltre 100 mila ad un professionista

Il gip esclude il ruolo penalmente rilevante di Gallo e trasmette gli atti alla Corte dei Conti

17 Luglio 2026, 07:37

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Tra gli episodi esaminati nell'ambito dell'inchiesta sul Cefpas, il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Santi Bologna, ha escluso che il deputato regionale (attualmente sospeso) Riccardo Gallo abbia avuto un ruolo penalmente rilevante nella vicenda relativa agli incarichi affidati a Domenico Reina, fratello del cardinale Baldo Reina. Pur disponendo nei confronti del parlamentare gli arresti domiciliari, il Gip ha infatti accolto, su questo punto, le argomentazioni della difesa, ridimensionando alcune delle contestazioni mosse dalla Procura.

L'episodio riguarda l'affidamento a Domenico Reina di un incarico, del valore complessivo di oltre 128 mila euro, per la realizzazione della biblioteca virtuale del Cefpas e di un ulteriore incarico legato a un corso sulle infezioni ospedaliere, nonostante, secondo gli inquirenti, fosse privo dei requisiti richiesti.

Nell'ordinanza il giudice evidenzia come dalle intercettazioni emerga che l'operazione sarebbe stata riconducibile a una diversa iniziativa politica. In particolare, il Gip ritiene che l'ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo abbia gestito la vicenda nell'ottica di soddisfare diversi rappresentanti politici del territorio, ma individua nella deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo il principale riferimento dell'operazione, escludendo che Gallo ne fosse a conoscenza o l'avesse in qualche modo sostenuta.

Secondo il provvedimento, a confermare questo quadro sarebbero anche i contatti telefonici intercorsi tra i soggetti coinvolti e un ringraziamento che Domenico Reina avrebbe rivolto alla parlamentare per il suo interessamento. Per il Gip, inoltre, La Rocca Ruvolo avrebbe instaurato un rapporto diretto con Sanfilippo, senza il coinvolgimento del deputato agrigentino.

Il giudice ritiene che la vicenda possa configurare un'ipotesi di abuso d'ufficio – fattispecie oggi depenalizzata a carico di Sanfilippo e della parlamentare, ipotizzando che l'obiettivo fosse quello di ottenere un ritorno sul piano politico ed elettorale. Nell'ordinanza vengono inoltre evidenziate presunte gravi irregolarità amministrative nell'affidamento dell'incarico, conferito a un soggetto privo delle necessarie esperienze e degli adempimenti richiesti.

Per queste ragioni il Gip ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, affinché valuti l'eventuale sussistenza di un danno erariale e di immagine per il Cefpas e per la Regione Siciliana.