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La querelle

Schein non risponde ed è Barbagallo a prendere carta e penna e scrivere alle consigliere offese

Il segretario siciliano dei Dem: comportamenti incompatibili con il ruolo istituzionale non possono essere tollerati.

17 Luglio 2026, 20:30

20:40

Anthony Barbagallo, segretario Pd Sicilia

Anthony Barbagallo, segretario Pd Sicilia

Nel dibattito politico seguito al comportamento attribuito al vicesindaco di Gela Giuseppe Fava, accusato dii aver offeso le consigliere di opposizione Sara Cavallo e  Antonella Di Benedetto che avevano presentato interrogazioni su topi e  blattei in città, Elly Schlein  a cui le due consigliere  hanno inviato una lettera non ha risposto. Ma il Pd regionale non ha lasciato  cadere la cosa.

 Il segretario regionale del Partito Democratico Sicilia Anthony Barbagallo interviene richiamando la necessità di mantenere equilibrio, fermezza e rispetto delle istituzioni. Barbagallo precisa innanzitutto che, contrariamente a quanto sostenuto  nella lettera  dellle consigliere alla Schlein , il Pd  non sarebbe rimasto in silenzio. "Fin dalle prime notizie sull’accaduto -afferma- il segretario provinciale della Federazione di Caltanissetta è intervenuto pubblicamente stigmatizzando il comportamento attribuito a Fava e ribadendo che simili atteggiamenti non appartengono alla cultura politica del Pd".

Il segretario regionale richiama il principio secondo cui la politica è luogo di confronto anche acceso, ma sottolinea che esiste un limite invalicabile: la violenza, verbale o fisica, non può essere tollerata né giustificata, dentro o fuori le aule consiliari. Pur invitando a mantenere prudenza in attesa di una ricostruzione completa dei fatti, Barbagallo confessa di faticare a riconoscere nella narrazione emersa la figura di Fava, che in anni di attività politica e istituzionale avrebbe sempre mostrato uno stile distante dal ritratto restituito dalle cronache. Ciò non attenua, tuttavia, la posizione del partito: qualora le circostanze fossero confermate, l’utilizzo di linguaggi offensivi e volgari, così come eventuali scatti d’ira incompatibili con il ruolo istituzionale, sarebbero da condannare senza esitazioni. "Chi ricopre incarichi pubblici- ricorda Barbagallo- ha il dovere di esercitarli con disciplina e onore, mantenendo comportamenti rispettosi della dignità delle persone e delle istituzioni".

Il segretario regionale rivendica inoltre la tempestività con cui il PD avrebbe assunto le iniziative di propria competenza, nella convinzione che la credibilità della politica si difenda attraverso la coerenza e la capacità di reagire con chiarezza quando si verificano episodi che rischiano di comprometterne l’autorevolezza. Barbagallo auspica che questo principio valga per tutte le forze politiche, senza eccezioni, affinché nessun partito possa apparire indulgente o tollerante verso comportamenti che, se accertati, risultino incompatibili con il rispetto delle persone, con il confronto democratico e con il decoro delle istituzioni.