La convention di Scn
De Luca riempie il teatro a Palermo: "Centrodestra stacchi la spina a Schifani, inadeguato, e si vada al voto"
Ad ascoltarlo Galvagno e Sbardella (FdI), Barbagallo (Pd), Vitrano (Fi) e Miccichè (Gs)
Teatro pieno a Palermo per la convention «il governo di liberazione», slogan coniato da Cateno De Luca, tappa del percorso elettorale del leader di Sud chiama nord che punta a diventare «il sindaco di Sicilia» alle regionali dell’anno prossimo e che sta costruendo la squadra anche per conquistare il Comune del capoluogo siciliano, al voto nel 2027. Tanti gli amministratori in platea provenienti da ogni parte dell’isola, in prima fila il sindaco di Messina Federico Basile.
Ad ascoltare la proposta di De Luca ci sono anche alcuni esponenti di centrodestra e centrosinistra: il commissario di FdI Luca Sbardella, il leader siciliano del Pd Anthony Barbagallo, il deputato regionale di Fi Gaspare Vitrano, il parlamentare della Lega Vincenzo Figuccia, la deputata di Noi Moderati Marianna Caronia, l’ex presidente dell’Ars e dirigente di Grande Sicilia Gianfranco Miccichè, il deputato del M5s Luigi Sunseri, Gandolfo Lo Verde per Controcorrente e il dirigente di Italia Viva Fabrizio Micari. Tra gli ospiti è spiccata l’assenza dei dirigenti di Avs, che sembra così confermare il «no», più volte ribadito, all’alleanza con il movimento Sud chiama Nord.
«Prima di puntare su un cavallo bisogna valutare le sgambature e io sono qui per questo», dice Miccichè entrando nella sala piena. A ridosso del palco c'è anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. «Sud chiama Nord è un movimento radicato in tutta la Sicilia, ho accettato l’invito perché stimo De Luca da tanti anni come politico e amministratore: Cateno è un amico».
«Non siamo qui per elemosinare il sostegno delle forze politiche, Sud chiama Nord, come è emerso dalle recenti amministrative, è il primo partito in Sicilia con oltre il 20% di consenso ottenuto nei 17 comuni dove si è votato col proporzionale. Siamo qui a Palermo per notificare al popolo siciliano e ai partiti nazionali la decisione di spostare a Roma le trattative per il dopo-Schifani nell’isola». Così il leader di ScN Cateno De Luca alla convention dal titolo «il governo di liberazione» in corso a Palermo.
«Siamo consapevoli che per essere presi in considerazione dai salotti romani non è sufficiente l’1,5% che ci viene attribuito a livello nazionale - ha detto De Luca - E' necessario allora passare alla seconda fare di ScN: costruire un movimento politico nazionale di ispirazione sturziana, meridionalista e autonomista. A fine ottobre a Roma ci sarà la conferenza nazionale di ScN con l’obiettivo di partecipare alle prossime elezioni politiche con nostre liste in tutta Italia. Rivendicheremo la nostra richiesta di poter essere i protagonisti di una nuova stagione politica di Sicilia, perché con amarezza constatiamo che gli interlocutori regionali dei partiti nazionali stentano a costruire un percorso».
«Il progetto politico che stiamo costruendo non è fatto di autoreferenzialità e clientelismo - ha affermato De Luca - Vogliamo una politica fondata sull'etica della responsabilità, della competenza, fatta di giovani e donne. Siamo un partito di azione che costruisce il consenso attraverso il buon governo».
«Siamo stanchi di essere trattati come un taxi, come ha fatto il De Gasperi 4.0 di turno che non ha mai amministratore neppure un condominio». Così il leader di ScN, Cateno De Luca, parlando dal palco della convention in corso a Palermo, facendo riferimento a chi è stato eletto col suo movimento e poi ha lasciato il partito. «Ringrazio il presidente Galvagno e l’intero ufficio di presidente dell’Ars per avere permesso al gruppo parlamentare di ScN di continuare a lavorare per la Sicilia», ha detto De Luca rivolgendosi al presidente dell’Ars seduto in prima fila nel teatro.
«Non c'è una sola riforma del governo Schifani, oltre il 50% delle norme approvate dal Parlamento siciliano non risulta attuata. Cosa aspetta il centrodestra a staccare la spina a un governatore che si è dimostrato totalmente inadeguato ad amministrare? Ribadiamo la nostra richiesta: si vada a votare subito. Chiediamo ai parlamentari regionali di dimettersi per andare alle urne per cambiare la Sicilia». Così il leader di ScN, Cateno De Luca, alla convention del governo di liberazione in corso a Palermo.