Le dichiarazioni
Vannacci apre a Meloni ma «Futuro Nazionale non farà la ruota di scorta»
Per il generale per entrare nella coalizione di governo serve un accordo programmatico vincolante su immigrazione, Green deal, nucleare e politica estera
“Futuro Nazionale appartiene all’area della destra, ma non farà la ruota di scorta”. Lo afferma Roberto Vannacci, in un’intervista al Corriere dell’Umbria, a proposito dell’eventualità che la premier Giorgia Meloni proponga l’ingresso nella coalizione di centrodestra e delle condizioni per un accordo.
Alla presidente del Consiglio, spiega il fondatore di Futuro Nazionale, verrebbe richiesto “un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile, con tempi precisi: controllo sull'immigrazione e emigrazione nel rispetto della legge, revisione del Green Deal, ritorno al nucleare, riduzione delle tasse su lavoro e famiglie, sicurezza, nuove carceri, tutela delle imprese e politica estera fondata sull'interesse nazionale”.
Inoltre, Meloni “dovrebbe cambiare anche la linea sull'Ucraina: niente armi e denaro senza strategia e obiettivi raggiungibili”.
“Se i nostri voti fossero decisivi, nessuna cambiale in bianco — prosegue — sostegno solo su provvedimenti e scadenze certe. Gli incarichi sarebbero la conseguenza del consenso, non il prezzo di scambio”.
Vannacci si definisce un uomo di destra “senza timidezze né complessi: una destra nazionale, sovrana, identitaria, meritocratica e sociale”.
“Il fascismo è un’esperienza storica conclusa ottant’anni fa. Io ho giurato fedeltà alla Repubblica e quel giuramento basta. Futuro Nazionale cerca il consenso attraverso elezioni, congressi e partecipazione popolare. Accetto il dissenso e condanno la violenza salvo la legittima difesa”.
Quanto al potenziale elettorato, il leader di Fn sostiene che i consensi potrebbero arrivare sia dagli scontenti degli attuali partiti sia da chi finora si è astenuto. “Ma l'astensionismo è il principale bacino da conquistare. Il nostro obiettivo non è sottrarre voti a questo o quel partito, ma riportare alle urne chi non crede più nella possibilità di cambiare”.