Schieramenti
Da Gela parte la "caccia" dei progressisti al candidato presidente della Regione: messaggio per (l'assente) La Vardera
Il segretario regionale dei Dem Anthony Barbagallo detta i tempi: "Non ci fermeremo nemmeno ad agosto - dice - continueremo questi incontri di ascolto per scrivere il programma"
Il fronte progressista ha scelto Gela come punto di partenza per misurare la distanza tra ciò che la Sicilia chiede e ciò che il governo Schifani non ha saputo offrire. La città è diventata così il luogo dove partiti e movimenti provano a ricucire, partendo dalle idee su come governare, un campo che ha parlato troppo spesso con voci dissonanti in Sicilia e in Italia. Il tour di ascolto, inaugurato sotto un caldo che sembra anticipare il clima infuocato della campagna elettorale per governare la Sicilia, ha messo subito a nudo le fragilità strutturali dell’isola: rifiuti gestiti con logiche che ignorano la prossimità, una sanità piegata a equilibri di potere e incapace di garantire dignità a medici e pazienti, infrastrutture che nel sud restano promesse sospese. I segretari di partiti e movimenti dei progressisti siciliani hanno ascoltato i vari interventi. Nessuno di loro ha preso la parola. Ma il bilancio del primo "work in progress" per tutti è positivo. Lo è per il segretario del Pd il partito maggiore della coalizione.
"Da Gela un ottimo punto di partenza. Una coalizione si costruisce partendo dalle idee - sottolinea Barbagallo di ritorno da Gela - gli spunti emersi sono stati interessanti. Su rifiuti e sanità è urgente cambiare passo. Se andremo al governo i manager della sanità e non solo saranno reclutati solo con le selezioni pubbliche. Non può essere che qui in Sicilia queste nomine siano l'anticamera del pensionamento per soggetti che non si sa dove parcheggiare. E poi ci sono i Comuni che gestiscono situazioni critiche e servizi fondamentali. Le mance e mancette che sono state distribuite hanno creato disuguaglianze e lasciato i comuni in panni. Su questi aspetti, sulle politiche per la legalità e per i giovani, su una Sicilia più green, noi che vogliamo creare una coalizione dobbiamo saper proporre un'alternativa valida ai siciliani".
Il segretario regionale dei Dem detta i tempi: "Non ci fermeremo nemmeno ad agosto - dice - continueremo questi incontri di ascolto per scrivere il programma. Poi definiremo il metodo di governo. Entro fine settembre dovremo discutere del candidato a presidente". Un messaggio che sembra essere inviato a Ismaele La Vardera che il 5 e 6 settembre ad Agrigento ha convocato gli Stati generali di Controcorrente, un cantiere aperto di proposte per costruire la Sicilia. Il leader di Controcorrente non ha partecipato all'incontro gelese dei progressisti facendosi rappresentare dal responsabile organizzativo Miguel Donegani che nello stesso momento postava sui social l'invito agli Stati generali di Agrigento per La Vardera presidente.
"Mi fa piacere che il movimento di La Vardera abbia partecipato all'incontro gelese - ha commentato il segretario dei Dem siciliani -, a lui posso assicurare che definito programma e candidato non ci sarà melina. Si andrà avanti uniti verso l'obiettivo".
Prossimo appuntamento del work in progress del campo largo il 3 agosto a Catania.