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politica

Frana di Niscemi, in arrivo 300mila euro dal taglio degli stipendi del M5S

Le domande scadranno il 3 agosto: previsti aiuti concreti per far ripartire le famiglie e le imprese della zona rossa

21 Luglio 2026, 18:37

18:40

Frana di Niscemi, in arrivo 300mila euro dal taglio degli stipendi del M5S

Cittadini e imprenditori colpiti dalla frana di Niscemi potranno presentare domanda fino al 3 agosto per accedere a una dotazione di 300 mila euro.

L’iniziativa non proviene da stanziamenti governativi, ma dai fondi raccolti dal Movimento 5 Stelle attraverso il taglio degli stipendi dei propri parlamentari, sia nazionali sia regionali.

L’obiettivo è offrire un aiuto immediato a chi ha perso tutto o è stato costretto a lasciare la propria abitazione. La somma è ripartita in 200 mila euro per i nuclei familiari e 100 mila euro per il tessuto produttivo — imprese, artigiani, commercianti e aziende agricole.

Per le famiglie le risorse copriranno spese urgenti per beni essenziali, l’attivazione di nuove utenze, l’acquisto di elettrodomestici indispensabili o arredi, oltre agli interventi necessari a rendere nuovamente abitabili le case danneggiate o a trovare una sistemazione alternativa.

Per le attività economiche, invece, il sostegno punta a favorire la delocalizzazione, così da consentire il riavvio produttivo e tutelare occupazione ed economia locale.

I requisiti di accesso sono rigorosi: i beneficiari prioritari sono residenti e aziende ricompresi nella “zona rossa” individuata dalle ordinanze della Protezione civile e del Comune.

Saranno tuttavia ammessi, fino all’esaurimento delle risorse, anche coloro che, pur privi di residenza formale, dimostrino di vivere stabilmente in un immobile situato nell’area interessata.

Il regolamento completo è disponibile sul sito del M5S Sicilia.

«Siamo consapevoli che si tratta di una goccia nel mare dei danni provocati da questo evento», ha dichiarato in conferenza stampa il coordinatore regionale del M5S, Nuccio Di Paola, sottolineando però che l’iniziativa vuole essere un segnale tangibile di vicinanza ai niscemesi.

Di Paola ha poi rivolto un appello alle istituzioni, rimarcando che «la parte più grossa debbano farla i governi nazionale e regionale, accelerando le tempistiche degli interventi».

Il coordinatore ha infine rivendicato con orgoglio il modello delle “restituzioni” del Movimento, ricordando precedenti operazioni come le donazioni per attrezzature sanitarie durante il Covid e per la cartellonistica dei cammini regionali.

Un orgoglio accompagnato da una stoccata agli ex compagni di partito: «Chi lascia il Movimento 5 Stelle, di fatto, lo fa nella stragrande maggioranza dei casi perché lo stipendio non se lo taglia più».