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La protesta

Le famiglie di via Alessandria in Prefettura: «Servono le case»

La prefetta promette celerità nelle assegnazioni, ma sette famiglie numerose e persone fragili restano in attesa di soluzioni abitative dignitose

22 Luglio 2026, 18:01

18:10

Le famiglie di via Alessandria in Prefettura: «Servono le case»

«La prefetta si è impegnata a fare in modo che ci sia una maggiore celerità nelle assegnazioni. Martedì tre nuclei familiari hanno accettato gli alloggi proposti dal Comune, rimangono i nuclei più grandi». A dirlo è l’avvocata, Annalisa Giacobbe, che assiste le dieci famiglie dello stabile a rischio di via Alessandria 25.

Dopo la protesta di martedì mattina davanti a palazzo Zanca, ieri si sono recati in Prefettura. Avevano preannunciato di manifestare davanti al locale palazzo del governo, ma la prefetta, Cosima Di Stani, li ha ricevuti per ascoltare le loro ragioni e come spiegato dall’avvocato Giacobbe ha assicurato il suo interessamento affinché si possa arrivare ad una soluzione condivisa dalle varie parti in causa. Martedì mattina hanno portato i loro cartelloni davanti al municipio e hanno chiesto il rispetto degli impegni assunti. Tre settimane fa avevano fatto capolino al municipio e avevano incontrato il sindaco Federico Basile e l’assessora Alessandra Calafiore.

«Durante il confronto con il Comune - avevano spiegato - ci sono state prospettate soluzioni abitative basate esclusivamente sul numero dei componenti dei nuclei familiari, senza tenere conto della presenza di persone fragili e con gravi patologie». Adesso restano sette famiglie in attesa di trovare una sistemazione dignitosa. «Si tratta di nuclei familiari numerosi e con esigenze particolari dal punto di vista sanitario» spiega la legale.

«Nel corso del tavolo di confronto con il dirigente comunale svoltosi presso i locali del Palacultura, sono state prospettate soluzioni abitative temporanee basate esclusivamente sul numero dei componenti dei nuclei. Tali soluzioni ignorano del tutto la presenza documentata di soggetti fragili con gravi patologie e certificazioni mediche, ai quali un simile trasferimento recerebbe un ulteriore, gravissimo danno biologico e personale». Le famiglie confidano adesso nell’interessamento del prefetto. «Chiedono solo che vengano loro assegnate delle abitazioni idonee e dignitose» conclude l’avvocata.