Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
25 luglio 2026 - Aggiornato alle 14:23
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Lo scontro

Caso carceri, anche Ardita contro Nordio: «De Lucia ha detto la verità, scellerate le scelte di gestione del passato»

Il magistrato catanese punta il dito contro le «scelte politico-amministrative» di gestione penitenziaria compiute tra il 2012 e il 2015, ritenute le vere responsabili del degrado e della perdita di controllo nelle strutture detentive italiane

25 Luglio 2026, 12:44

Sebastiano Ardita

ardita_1618357564464

"Quello che ha dichiarato il procuratore De Lucia è esattamente ciò che è accaduto: il controllo delle carceri da parte della criminalità", così esordisce in un post sui social il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, che per nove anni (2002-2011) è stato direttore dell'Ufficio detenuti.

Il magistrato catanese è intervenuto sulla polemica scoppiata tra Maurizio De Lucia, capo della procura di Palermo, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. L'argomento in questione è lo stato delle carceri in Italia. De Lucia partecipando ad un incontro ai Cantieri culturali alla Zisa di Palermo, aveva detto che lo "Stato non ha più il controllo delle carceri". Una dichiarazione che ha mandato su tutte le furie il guardasigilli, che ha firmato una nota di fuoco, in cui attacca De Lucia: "Ha perso il controllo di sé".

Sulla questione oggi sono già intervenuti Addiopizzo e Anm a favore di De Lucia. E adesso anche Ardita, che è stato per un periodo aggiunto a Messina, quando a capo della Procura della città dello Stretto c'era De Lucia, interviene sullo stato degli istituti penitenziari: "Dire che questa è un’offesa alla polizia penitenziaria, significa che non si è compreso da dove parte il problema" - ha detto il magistrato catanese -. Significa non essersi documentati, ma neppure incuriositi per capire come si sia arrivati a tutto questo.

Non aver compreso quali scelte politico-amministrative, quali enormi assunzioni di responsabilità giuridiche, contabili, forse anche penali, si annidano in alcune scelte di gestione penitenziaria compiute tra il 2012 e il 2015. E questo la polizia penitenziaria lo sa benissimo. Sarebbe bastato chiedere a uno di loro anziché difenderli da un’accusa che nessuno gli ha mosso e potrebbe mai muovergli".