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Regionali

De Luca apre a Lombardo: «Pronti al confronto per un polo autonomista alternativo a Schifani»

Il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, accoglie all'appello lanciato dal fondatore dell'Mpa, Raffaele Lombardo, per avviare un dialogo tra le forze centriste, autonomiste, civiche e meridionaliste in Sicilia

25 Luglio 2026, 14:25

14:30

Cateno De Luca

Cateno De Luca

«Ho letto con attenzione l’appello lanciato da Raffaele Lombardo sulla necessità di promuovere un confronto tra le aree centriste, autonomiste, civiche e meridionaliste. Come ho sempre detto, noi di Sud chiama Nord non ci sottraiamo al confronto, se costruttivo e propedeutico a creare un’alternativa seria al fallimentare governo Schifani». Lo afferma in una nota Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, commentando le dichiarazioni dell’ex governatore e leader del Mpa.

«In attesa che le segreterie romane e palermitane decidano cosa fare 'da grandì' - prosegue De Luca - Sud chiama Nord ha già dato il via al percorso del 'Governo di Liberazione', sancendo i pilastri di quello che dovrà essere un programma di governo autonomista con una Sicilia libera dalla schiavitù romana, al di sopra dei partiti e che rompa con la conservazione stagnante e abbia finalmente le carte in regola per essere protagonista».

«Dunque - aggiunge - accogliamo con soddisfazione l'iniziativa lanciata da Raffaele Lombardo, ma ribadiamo che qualsiasi percorso condiviso dovrà portare a un netto rinnovamento della classe dirigente siciliana. Per noi il confronto può avvenire solo con forze politiche che abbiano davvero le “mani libere” e piena autonomia dai diktat dei salotti romani: è l’unico modo per dare credibilità a un blocco libero e autorevole, in grado di avviare trattative a 360 gradi».

Secondo il leader di ScN occorre «costruire un polo autonomista, civico e progressista pronto, già domani, a staccare la spina al governo Schifani».

«Infine - conclude De Luca - lasciatemi ricordare che Sud chiama Nord, partito che ha già eletto due parlamentari nazionali e che viene attestato dai sondaggi all’1,5% su scala nazionale con i soli voti della Sicilia, è pronto a fare da 'service politico' e ad accogliere nuove realtà. L’obiettivo è alimentare una strategia nazionale a trazione meridionalista e autonomista, sempre più determinante a Roma per difendere le istanze dei siciliani e del Meridione».