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La polemica

Taormina, ausiliari del traffico Asm, l'opposizione va all'attacco: «Non sono sceriffi»

Secondo il consigliere comunale Corvaia gli ausiliari del traffico vengono utilizzati per manzioni non legittime

26 Luglio 2026, 21:40

Taormina, ausiliari del traffico Asm, l'opposizione va all'attacco, Corvaia: «No sono sceriffi»

Taormina. Gli ausiliari del traffico non possono essere pressati ad agire da sceriffi.

A sostenerlo, in sintesi, è il leader dell'opposizione il consigliere comunale, Nunzio Corvaia. «Torna d'attualità, a distanza di tre anni - dice, appunto in una nota il rappresentante dell'opposizione - una vicenda che riguarda, appunto, gli ausiliari del traffico in forza ad Asm. Nel corso di una recente riunione con il personale sono state fornite indicazioni, comprese quelle di un legale, che di fatto metterebbero gli ausiliari nella condizione di operare al di fuori delle proprie competenze e dei limiti previsti dalla legge.

Voglio essere chiaro, rivolgendomi direttamente al presidente Campagna e al direttore generale Bartorilla, nessun lavoratore può essere obbligato a elevare sanzioni in ambiti che non rientrano nelle proprie competenze, né può essere chiamato a svolgere compiti di gestione della viabilità che non gli spettano. Allo stesso modo, non sono accettabili minacce di provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che non si adeguano a richieste di questo tipo, richieste che oltretutto non produrrebbero alcun beneficio concreto per il servizio». Corvaia fa riferimento, in particolare, all'art. 12-bis, che definisce con precisione compiti e limiti di intervento degli ausiliari del traffico.

Il consigliere ha a disposizione, inoltre, un parere legale che conferma la fondatezza di quanto affermato.

«Ribadisco il mio impegno a difendere e tutelare i lavoratori qualora l'azienda dovesse insistere su questa linea» dice ancora Corvaia. Che propone un confronto tra azienda e lavoratori: «Seguendo con attenzione l'evolversi della vicenda e attiveremo, se necessario, tutte le iniziative istituzionali e politiche utili a tutelarne la posizione».

«Auspico, infine - ha concluso - un confronto immediato tra azienda e lavoratori per ricondurre la situazione nell'alveo della legalità e del rispetto dei ruoli, nell'interesse sia dei dipendenti sia della collettività».